GLI ANGELI RIBELLI
di
Don Giuseppe Tomaselli
CHI
È SATANA?
Lotta in Cielo.
Iddio creò sterminate schiere di Angeli, cioè di
Puri Spiriti, dotati di grande intelligenza e di forte volontà. Il Cielo si
popolò in un attimo di questi esseri beati, che lodavano il Creatore e nello
stesso tempo godevano di perfetta felicità.
Gli Angeli sono distribuiti in nove categorie, o
cori; così risulta dalla Sacra Scrittura.
L'Angelo più bello era Lucifero, o Apportatore di
luce, il quale, per così dire, eclissava gli altri col suo splendore.
Iddio, che è giusto, volle mettere alla prova la
fedeltà, esigendo dagli Angeli un atto particolare di umile sudditanza. Secondo
S. Tommaso d'Aquino e secondo i più celebri Padri della Chiesa, la prova fu
questa: la Seconda Persona Divina, il Figlio Eterno del Padre, Gesù Cristo,
nella pienezza dei tempi si sarebbe fatto uomo, pur restando vero Dio, e tutti
gli Angeli avrebbero dovuto adorarlo, pur vedendolo rivestito di misera carne umana.
A noi, esseri inferiori rispetto agli Angeli, non
sarebbe costata troppo una simile prova; per gli Angeli invece la prova fu
durissima.
Lucifero, dotato di qualità eccellentissime,
pensando che un giorno avrebbe dovuto umiliarsi davanti al Figlio di Dio fatto
uomo, senti in sé tanto orgoglio da dire: Non lo servirò!... Se si farà uomo,
sarò a lui superiore! - Altre schiere di Angeli si unirono a Lucifero, quasi
per dare la scalata alla Divinità. Si iniziò la tremenda lotta in Cielo.
Noi sappiamo ciò che avvenne in quella lotta,
perché Iddio la manifestò al Profeta Daniele ed a San Giovanni Evangelista.
L'Arcangelo San Michele, a capo d'innumerevoli
Angeli, si oppose alla superbia di Lucifero, dicendo: Chi è come Dio? -
Il Creatore alla fine della lotta intervenne
direttamente; confermò in grazia gli Angeli fedeli e punì i ribelli.
II castigo.
Dio è infinitamente buono ed infinitamente giusto;
dà a ciascuno quello che gli spetta. Verso gli uomini peccatori si comporta
con longanimità, perdonando facilmente le cento e mille volte; agisce in tal
modo perché conosce appieno la debolezza della natura umana.
Verso gli Angeli mise subito in atto la sua
giustizia. Gli Angeli conoscevano la Divinità; dotati d'intelligenza eminente,
erano consapevolissimi del male che stavano operando; per la qual cosa Iddio
in un istante creò l'inferno, luogo di tormenti, e vi precipitò gli Angeli
cattivi.
Lucifero.
Il capo dei ribelli fu Lucifero e quindi divenne il
più orribile. Precipitato dal Cielo nell'abisso infernale, è chiamato nella
Sacra Scrittura « Satana », che significa nemico.
Lucifero perdette la sua bellezza, ma non la sua
intelligenza e la sua potenza; così pure i suoi seguaci.
Passare dalla somma felicità al sommo dolore, fu
per i demoni il colmo della disperazione. Non potevano rassegnarsi a tanta
perdita. L'odio contro la Divinità punitrice cominciò a divorarli; il pensiero
che un giorno gli uomini sarebbero andati in Cielo a prendere il loro posto, li
faceva rodere d'implacabile gelosia.
I demoni stabilirono di vendicarsi, non di Dio
direttamente, essendo ciò impossibile, ma delle sue creature, col tentarle a
ribellarsi al Creatore, affinché un giorno potessero anche loro cadere
nell'inferno.
Un mistero.
Iddio avrebbe potuto rendere impotenti i demoni;
relegati nell'abisso, non avrebbero potuto nuocere ad alcuno. Dai fatti noi
sappiamo che il Signore ha lasciato una certa libertà a Lucifero ed ai suoi
subalterni, libertà limitata, ma vera. Perché Iddio ha fatto così?... E chi
può penetrare i misteri dell'Onnipotente?... Si può pensare che la Divina
Provvidenza voglia servirsi dell'opera dei demoni per aumentare in Cielo la
gloria dei suoi eletti. Chi infatti è tentato e supera la tentazione,
guadagna un merito eterno.
La libertà.
Il Signore ha dato all'uomo la volontà libera,
capace di determinarsi al bene o al male. Se la volontà si volge al bene,
l'uomo merita il premio; se si volge al male, merita il castigo. È la giustizia
di Dio che esige questo.
Il demonio ha il potere di suggerire il male, può
tentare, ma giammai può costringere la volontà altrui a peccare, diversamente
l'uomo non sarebbe libero.
Potere diabolico.
I demoni, essendo puri spiriti, cioè intelligenza
e volontà, sono invisibili; però conoscendo bene gli elementi di cui sono
composti i corpi, hanno il potere di agire sulle cose materiali ed anche di
prendere forma sensibile, di uomo, di donna, di animale ecc.
L'Eden.
Dio aveva creato Adamo ed Eva; li aveva posti
nell'Eden, o paradiso terrestre; li aveva arricchiti di doni naturali e
preternaturali, con il potere di trasmetterli ai discendenti. Il Creatore mise
alla prova anche Adamo ed Eva, dicendo: Tutto ciò che vedete è vostro; però
non dovete mangiare il frutto dell'albero della scienza del bene e del male, che
è posto nel centro di questo giardino di delizie. In qualunque giorno lo
mangerete, morrete. -
Satana, o Lucifero, geloso della felicità dei
nostri progenitori, mise in atto la sua potenza per far peccare le prime due
creature. Un demonio prese forma di serpente ed andò ad attorcigliarsi al
tronco dell'albero del frutto proibito. Adamo ed Eva solevano andare a contemplare
di tanto in tanto i frutti di quell'albero, ma non osavano toccarli. Un giorno
il serpente infernale rivolse loro la parola per tentarli.
Un animale che parli come l'uomo?! Del resto il
pappagallo non riproduce la voce umana? Ed il merlo non imita il fischio
dell'uomo? Tuttavia, ancorché il serpente non abbia le corde vocali atte a
riprodurre la voce umana, quel serpente parlò, perché conoscendo il demonio
tanti segreti di natura, produsse nell'aria le vibrazioni corrispondenti alla
voce dell'uomo.
Adamo ed Eva non si meravigliarono a sentir parlare
un serpente? Non lo sappiamo.
Del resto erano ancora nello stato di innocenza e
forse era la prima volta che vedevano un serpente.
Dunque il demonio rivolse la parola ai nostri
progenitori: Se vi piace il frutto di quest'albero, perché non lo mangiate?
È bello allo sguardo e molto soave al gusto!
- Non possiamo - risposero. - Perché non potete?
- Il Signore l'ha proibito. - E perché ve l'ha
proibito?
- Non lo sappiamo! Ci ha detto che se lo mangeremo,
morremo!
- Questo è falso! Voi non morrete! Iddio vi ha
proibito di mangiarlo, perché se mangerete di questo frutto, diverrete
simili a Lui! -
La tentazione era troppo forte: divenire simili a
Dio ... Cambiare la natura umana nella divina ... Non essere più sottoposti a
Lui! ... E come in Cielo Lucifero voleva divenire simile a Dio, peccando di
sopraffine superbia, così nell'Eden peccarono Adamo ed Eva. Iddio che resiste
ai superbi, come punì gli Angeli ribelli, così punì le prime due creature
umane, le quali perdettero tanti doni di cui erano state insignite.
Intanto Lucifero cantò vittoria, poiché il Cielo
restava chiuso per Adamo ed Eva e per i loro discendenti.
Però il Signore usò misericordia e promise che
sarebbe avvenuta la redenzione con l'Incarnazione della Seconda Persona della
Santissima Trinità.
Il serpente infernale ricevette da Dio una forte
maledizione: Porrò inimicizia tra te e la donna, e tra il seme tuo e il seme di
lei. Ella ti schiaccerà la testa. - Voleva Iddio far comprendere al demonio
che sarebbe venuta dalla discendenza di Eva una Donna, contro la quale l'opera
sua sarebbe stata nulla, anzi Costei gli avrebbe schiacciato il capo. Questa
Donna è Maria Santissima, Madre del Redentore. Difatti la Madonna è raffigurata
con il serpente sotto i piedi.
II Regno di Satana.
Il peccato di Adamo e di Eva fu la loro rovina;
indirettamente fu rovina anche per i loro discendenti, i quali non poterono
ereditare, per naturale discendenza, ciò che i progenitori avevano perduto.
Il demonio approfittò di questo stato di cose per
svolgere l'opera sua malvagia con più efficacia. Infatti nei quattro mila anni
che precedettero la venuta del Messia, il demonio spadroneggiava nel mondo e
signoreggiava con l'idolatria e con la disonestà più sfacciata.
Venuto Gesù Cristo, il regno dell'inferno fu
abbattuto; rimase ancora ai demoni una certa libertà, ma molto inferiore
alla primitiva; pertanto le anime a milioni si staccano dall'idolatria e si portano
all'adorazione del vero Dio, lasciano la disonestà e praticano la purezza, abbandonano
l'odio per darsi all'amore anche dei nemici.
Diavoli in giro.
L'inferno, oltre ad essere un luogo, è anche uno
stato. I demoni stanno parte nell'inferno e parte vanno in giro, vagando per
il mondo; ma ancorché essi vadano di qua e di là, tuttavia soffrono sempre le
pene infernali, poiché la maledizione di Dio poggia sempre sopra di loro.
La Santa Chiesa, nell'antica Liturgia, alla fine
della Messa aveva una preghiera particolare, rivolta a San Michele Arcangelo
« ... E tu, o Principe della Milizia Celeste, con forza divina ricaccia
nell'inferno Satana e gli altri demoni, i quali vagano per il mondo alla perdizíone
delle anime ».
Lo missione.
Cosa possono fare i demoni andando in giro? La loro
missione è rovinare l'uomo e quello che gli appartiene; perciò oltre che
tentare l'anima al peccato, possono tormentare anche il corpo umano,
prendendone possesso diretto; possono tormentare gli animali, impossessarsi di
un luogo, perturbare la quiete dell'aria, ecc.... Tutto ciò apparirà chiaro da
quanto si verrà esponendo nel corso del lavoro.
Vario compito.
Il regno di Satana è ben organizzato. Come in Cielo
San Michele Arcangelo ha il comando della Corte Angelica ed ha alla sua
dipendenza degli Angeli, che a loro volta hanno altri dipendenti, così Satana
ha i suoi ufficiali, i quali sono messi a capo di altri demoni.
Nell'esercito non tutti i soldati hanno lo stesso
compito. Durante la guerra, quantunque tutti i militari combattano contro il
nemico, tuttavia c'è chi è specializzato nel combattimento aereo, chi in
quello di mare e chi in quello di terra; nell'esercito di terra troviamo i
fanti, gli artiglieri, ecc. Così è nell'esercito infernale: ci sono i demoni
specializzati nella bestemmia, altri nell'omicidio, altri nella disonestà,
ecc.
Differente forza diaboliea.
I demoni sono più o meno forti nella lotta contro il
bene e non tutti ottengono lo stesso risultato. Quando Lucifero vuole
ingaggiare una grande battaglia, assegna il compito ai demoni più forti.
Gli Apostoli ebbero da Gesù il potere di cacciare i
demoni dal corpo degli ossessi; facilmente riuscivano, tanto che San Pietro in
un momento di entusiasmo disse: Signore, anche i demoni ci stanno soggetti! -
Una volta però gli Apostoli non riuscirono a liberare un giovane; andò Gesù e
l'ossesso fu liberato. Quando Gesù ritornò a casa, gli Apostoli gli
domandarono: Perché noi non siamo stati capaci di scacciare questo demonio? -
Rispose loro: Questa specie di demoni non può essere altrimenti scacciata se
non per mezzo della preghiera e del digiuno. -
L'Evangelista San Marco, riportando questo episodio,
dice che il demonio era immondo, cioè era il demonio della disonestà ed
aveva una forza particolare.
II numero sette.
Il sette è un numero della Sacra Scrittura. Sette
sono gli Arcangeli che stanno continuamente al cospetto della Divinità; sette
erano le lampade nel Tempio degli Ebrei; sette sono i doni dello Spirito
Santo; sette sono i Sacramenti; ecc....
Anche a Lucifero è caro questo numero e spesso
manda in giro i demoni in drappelli di sette.
Dice Gesù: Quando il demonio esce da un uomo, va nel
deserto in cerca di riposo; non trovandolo dice: Tornerò nella casa da dove
sono stato mandato. Trova la casa spazzata ed ornata e, non riuscendo ad
entrare, va a cercare altri sette demoni peggiori di lui. Dà l'assalto alla
casa e, se riuscirà ad entrare, lo stato ultimo di quell'uomo sarà peggiore
del primo. -
Anche lo scrivente, dovendo fare gli Esorcismi a
degli ossessi, ha udito la stessa affermazione sul numero sette. Una bambina era
invasa dal demonio. Mentre recitavo le preghiere del Rituale Romano, il demonio
si arrabbiò e mi disse: Finiscila; diversamente chiamo altri sette compagni!
... Satana, vieni in mio aiuto! - Sull'istante entrarono nel corpo della ragazza
altri sette demoni. In seguito, esorcizzando un'altra persona, il demonio mi
disse: Questa volta non riuscirai a cacciarci, perché siamo in troppi. Siamo
quattordici! - cioè sette e sette, in due drappelli.
Giobbe.
Sinora si sono date nozioni generali sui demoni.
Adesso scendiamo ai particolari, servendoci delle istruzioni che ci dà la
Sacra Bibbia.
I demoni possono fare tanto male al corpo dell'uomo
ed a ciò che all'uomo appartiene. Presento un fatto.
Nel paese di Us, presso la Palestina, viveva un certo
Giobbe, uomo semplice, retto e timorato di Dio. Gli erano nati sette figli e tre
figlie; possedeva sette mila pecore, tre mila cammelli, cinquecento paia di
buoi e gran numero di servi. Quest'uomo era celebre tra gli orientali.
Ogni mattina Giobbe offriva olocausti a Dio per
ciascuno dei suoi figli, perché diceva: Può darsi che i miei figli abbiano
peccato e non abbiano benedetto Dio nei loro cuori. -
Si legge nella Bibbia che un giorno i figli di Dio si
presentarono al Signore. La Sacra Scrittura, per farci comprendere cose
spirituali, rappresenta Dio come sopra un trono e gli Angeli gli stanno
davanti come servi, pronti al suo cenno. Fra gli Angeli, dunque, si presentò
anche Satana. Il Signore gli disse: Donde vieni? - Quello rispose: Ho fatto il
giro della terra e l'ho scorsa. - Ed il Signore a lui: Hai notato il mio servo
Giobbe e come non vi sia nulla sulla terra che gli somigli? - Satana gli
rispose: Forse per nulla Giobbe teme Iddio? Non hai tu circondato di difese lui,
la sua casa e tutti i suoi beni? Non hai benedette le opere delle sue mani? Non
si sono moltiplicati i suoi beni sulla terra? Ma stendi un po' la tua mano a
toccare tutto ciò che possiede e vedrai se non ti maledirà! -
Il Signore disse allora a Satana: Ecco, ogni suo bene
è in tua balia; però risparmia la sua persona. -
Sembra strano che Iddio dia tanta confidenza a
Satana, tenendolo a colloquio. Ma questa è una figura che esprime una realtà
spirituale, cioè che Iddio governa il mondo per mezzo degli Angeli buoni e
permette ai demoni di tribolare i giusti, per i suoi santi fini.
Satana, dunque, mise in atto la sua potenza infernale
contro Giobbe, sperando di farlo disperare. Pose in mente ai Sabei di andare a
rubare i buoi e gli asini di Giobbe. Fu consumato il furto e, siccome i servi
opposero resistenza, furono uccisi. Lo stesso giorno Satana, conoscendo bene
i segreti delle leggi naturali, produsse un gran fuoco e fece bruciare le
pecore ed i pastori di Giobbe. Dopo spinse tre schiere di Caldei a rubare i
cammelli. Mentre i figli e le figlie di Giobbe stavano a mangiare ed a bere in
casa del fratello maggiore, d'un tratto si levò dalla parte del deserto un gran
vento, il quale investì i quattro angoli della casa e questa, cadendo, schiacciò
tutti i suoi figliuoli.
Giobbe per il dolore di tante perdite si gettò per
terra ed esclamò, adorando Dio: Nudo son nato e nudo morrò! Il Signore ha
dato, il Signore ha tolto; sia benedetto il nome del Signore! -
Ora un giorno, quando gli Angeli andarono a
presentarsi al trono di Dio, vi andò anche Satana. Il Signore gli disse: Hai
visto il mio servo Giobbe? ... Tu mi hai incitato contro di lui e me l'hai fatto
affliggere senza motivo. - Satana gli rispose: Pelle per pelle; l'uomo darà
quanto possiede per la propria vita. Ma stendi la tua mano a toccare le sue ossa
e la sua carne e vedrai allora come ti maledirà! - Il Signore pertanto disse:
Ecco, egli è in tua balia; però salvagli la vita. -
Satana colpì subito Giobbe di piaghe maligne, dalla
pianta dei piedi sino al vertice del capo. La moglie non volle più tenerlo in
casa e lo lasciò sopra un immondezzaio. Il povero Giobbe, addoloratissimo,
passava i giorni a lamentarsi, raschiando la marcia delle piaghe.
Quando Iddio volle, cessò la prova; Satana,
arrabbiato di non avere approdato a nulla, si ritirò.
Il Signore, contento della condotta di Giobbe, gli
diede la perfetta salute e gli rese il doppio di quanto Satana gli aveva fatto
perdere; ebbe pure sette figli e tre figlie. Non si trovavano sulla terra delle
donne così belle come le figlie di Giobbe. Questi visse lunghi anni e poté
vedere i suoi figli e i nipoti sino alla quarta generazione.
Nella storia di Giobbe risplende la virtù della
pazienza del servo di Dio e la gelosia del demonio. Satana avrebbe voluto
perderlo, ma il Signore si servi dell'opera diabolica per aumentare il merito
di Giobbe e per dare all'umanità un esempio di rassegnazione e di pazienza.
L'umanità ha formulato un proverbio, quasi a memoria
del fatto, dicendo: « In quest'affare ... ci vorrebbe la pazienza di Giobbe ».
Togliere la vita?
Potrebbe domandarsi: Se il demonio ha il potere di
danneggiare il corpo ed í beni dell'uomo, potrebbe anche togliere la vita a
qualcuno?
Se Iddio desse il permesso, i demoni potrebbero fare
anche questo; ma d'ordinario non possono uccidere alcuno, diversamente si
scaglierebbero contro i viventi che menano una santa vita e portano anime a
Dio e così toglierebbero dalla faccia della terra gli apostoli del regno di
Cristo. Inoltre ucciderebbero coloro che sono in peccato mortale, per trascinarli
all'inferno, affinché non abbiano il tempo di ritornare a Dio.
Facendo un esorcismo nel 1934, il demonio mi disse:
Non mi molestare più, se no ucciderò la fanciulla! - Io risposi: Tu non hai il
potere di ucciderla! - Mi soggiunse: Però non la farò più mangiare e così
la farò morire. - Infatti la fanciulla ossessa non poteva mangiare. Appena si
metteva a tavola, era invasa dal demonio e nessuna potenza umana avrebbe potuto
farle ingoiare un boccone. Era divenuta debolissima. In seguito il demonio
la lasciò.
Danno alla salute.
Gesù un giorno di sabato, ch'era festa per gli
Ebrei, ammaestrava in una sinagoga. Ecco presentarsi una donna, che aveva da
diciotto anni uno spirito d'infermità, ed era così rattrappita da non potere
guardare in su. Gesù, come l'ebbe veduta, la chiamò a sé e le disse: Donna,
sei liberata dalla tua malattia. - E le impose le mani. In quell'istante ella si
raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, indignato perché Gesù
l'aveva guarita di sabato, prese a dire al popolo: Ci sono sei giorni per
lavorare; venite dunque in quelli per farvi guarire e non di sabato. - Ma il
Signore gli replicò: Ipocriti, ognuno di voi non scioglie di sabato il suo bue
o l'asino dalla mangiatoia e lo mena a bere? E questa figliuola di Abramo,
tenuta legata da Satana per diciotto anni, non doveva essere liberata da queste
catene in giorno di sabato? - E mentre diceva questo, arrossivano i suoi nemici
e tutta la folla godeva delle opere gloriose compiute da Gesù.
Questo fatto fa comprendere che ci sono malattie, che
il demonio direttamente apporta per far soffrire, sempre però nei limiti che
Iddio permette; dall'opera diabolica il Signore sa ricavare anche del bene.
Non si pensi tuttavia che ogni sofferenza corporale
sia procurata dal demonio! Le malattie d'ordinario sono effetto di tante altre
cause naturali.
L'ossessione.
Chiamasi ossessione il possesso che prende il demonio
di un corpo umano. È possibile innanzi tutto che i demoni, puri spiriti,
entrino in una persona? Si; la storia registra tanti e tanti casi di ossessione.
L'uomo ha il corpo; l'anima è unita intimamente e
misteriosamente al corpo. Appena un demonio prende possesso diretto di un
uomo, questi sente in sé un altro essere. Siccome il demonio è intelligenza
e volontà, nell'ossesso troviamo l'intelligenza dell'uomo e l'intelligenza del
diavolo, la volontà umana e la volontà dello spirito superiore.
In base a questo si comprende come un ossesso, che
non abbia studiato, parli correttamente lingue straniere oppure 1e intenda
benissimo, ragioni di avvenimenti lontani con esattezza di circostanze, possa
conoscere cose occulte ... ; si comprende pure come un ossesso possa parlare
contro le cose sante, mentre prima dell'ossessione pregava ed era tanto pio. Chi
agisce non è più l'ossesso, ma il demonio che è in lui; l'anima dell'uomo
resta libera e non è responsabile di ciò che il diavolo opera; il corpo
dell'ossesso è un semplice strumento in potere dello spirito infernale.
Errore popolare.
Allorché qualcuno fa delle stranezze o dice delle
parole anormali, il popolino crede facilmente che si tratti di ossessione
diabolica. È questo un grande errore.
Negli ammalati di nervosismo possono manifestarsi dei
fenomeni curiosi, anzi molto strani. La nevrastenia e più che tutto l'isterismo
nelle donne può far credere che si sia invasi dal demonio. Non sempre è
facile distinguere i fenomeni naturali da quelli soprannaturali. Chi scrive,
essendo stato molte volte davanti a tali fatti, ha dovuto convincersi che sono
pochi i casi di vera ossessione.
I segni.
Non basta un solo fenomeno per giudicare se
trattasi di malattia o di ossessione; non è sufficiente una sola conversazione
con il paziente per essere esatti in simile giudizio; si richiedono diversi
segni.
Innanzi tutto si sappia che il demonio fa il
possibile per non manifestarsi, poiché teme di essere scacciato; è tanto abile
a far questo.
È necessario conoscere se il paziente sia soggetto a
malattia di nervi; la visita medica è indispensabile.
Se il medico assicura che il sistema nervoso è
normale, si osservino bene i segni di ossessione.
La persona invasa, prima che entri il demonio, può
pregare, baciare il Crocifisso, parlare di cose sante, ecc. Entrato il
demonio, non può pregare più. Se vede pregare si arrabbia; se gli si
presenta un'immagine sacra, vorrebbe stracciarla; se gli si getta l'acqua
benedetta anche all'insaputa, inviperisce; non è capace di nominare Gesù o
Maria Vergine. L'ossesso, ancorché poco istruito, può leggere anche ad occhi
chiusi, comprendere o parlare qualunque lingua e non solo dire qualche parola,
ma parlare a lungo e correttamente, può sostenere discussioni teologiche
elevate, da destare meraviglia anche nei Sacerdoti. Appena parte il demonio, il
paziente torna quale era prima dell'ossessione, cioè non ha orrore per le cose
sacre, prega, non comprende lingua straniera, ecc.
Pratica.
Se nella famiglia ci fosse qualche persona che
desse tutti i segni sopra citati, o parte di essi, i parenti invitino il Parroco
o altro Sacerdote ad assistere ai fenomeni importanti che avvengono; il Sacerdote
riferirà tutto al Vescovo e questi stabilirà il da farsi.
Esempi Evangelici.
Nel Santo Vangelo sono registrati tanti esempi di
ossessione. Ne riporto due. A Gesù fu presentato un indemoniato. Questi, per
opera diabolica, era rimasto cieco e muto. Il Signore cacciò il nemico delle
anime e subito l'uomo vide e cominciò a parlare. Il popolo rimase meravigliato
a vedere ciò, pensando: Gesù Nazareno dev'essere il Messia! Egli comanda ai
demoni ed essi gli ubbidiscono. I Farisei, nemici di Gesù, dicevano: Costui
caccia i demoni per opera di Beelzebub, cioè di Satana, principe dei demoni.
- Gesù rispose: Ogni regno diviso in partiti nemici sarà devastato ed ogni
città o casa divisa in parti contrarie non potrà reggere. Se dunque Satana
caccia Satana, egli è in discordia con se stesso. Come dunque durerà il suo regno?
Se poi per la potenza divina io caccio i demoni, è segno che è giunto a voi
il regno di Dio. -
Un giorno, scendendo Gesù da un monte, gli si fece
incontro una grande folla ed ecco un uomo gridare: Maestro, te ne prego, volgi
lo sguardo a mio figlio, l'unico mio. Un demonio lo invade e lo fa subito
urlare, lo getta a terra, lo fa cadere nel fuoco o nell'acqua, lo malmena, lo
fa spumare ed a stento se ne parte da lui, dopo averlo dilaniato. - Gesù rispose:
Conducimi qua il tuo figliuolo. - E mentre questi si avvicinava, il demonio lo
gettò a terra straziandolo. Gesù sgridò lo spirito immondo e, guarito il
fanciullo, lo rese a suo padre.
Scacciare i Demoni.
Prima che Gesù morisse in croce, Satana aveva
maggior potere ed i casi di ossessione erano più frequenti; in seguito i
demoni, quantunque più debolmente, continuarono e continuano la loro opera
malefica contro gli uomini. Gesù misericordioso ed onnipotente diede ai suoi
Apostoli il potere di liberare gli invasi dal demonio, e gli Apostoli, andando
a predicare per le città ed i villaggi, cacciavano gli spiriti infernali.
San Pietro, esercitando con frutto un tale ministero,
ebbe un po' di vana compiacenza, per cui, avendo detto a Gesù: Signore, anche
i demoni ci stanno soggetti! - gli fu risposto: Simone, ho visto Satana
precipitare dal Cielo come folgore! - Voleva Gesù significare: Voi Apostoli non
montate in superbia per quello che andate operando. Non è merito vostro tutto
ciò, ma è la potenza divina messa nelle vostre mani. - Gesù concluse: Non
rallegratevi perché i demoni vi ubbidiscono, ma perché i vostri nomi sono
scritti in Cielo. -
Il potere di liberare gli ossessi fu esercitato non
solo dagli Apostoli, ma anche dai loro successori.
Gli Esorcisti.
Si chiama esorcismo l'assieme delle preghiere e dei
riti adoperati dalla Chiesa Cattolica per cacciare i demoni; colui che può
liberare gli ossessi, chiamasi Esorcista.
Tutti i Sacerdoti sono Esorcisti; nessuno però può
liberamente fare gli esorcismi, se non riceve la facoltà dal proprio
Vescovo per ogni singolo caso.
Chi scrive queste pagine, molte volte ha dovuto
esorcizzare e crede bene riportare qualche episodio interessante.
Esorcismo.
La prima volta esorcizzai una bambina di nove anni,
figlia di un ciabattino, la quale frequentava la terza elementare.
Era buona e pia; tuttavia Lucifero la prese di mira.
Tre demoni furono mandati nel corpo di essa; la tormentavano orribilmente;
alle volte erano presenti tutti e tre, alle volte due oppure uno; momentaneamente
la lasciavano e presto ritornavano, sino a quattro o cinque volte al giorno.
La bambina era in casa; giocava o accudiva a
qualche faccenda; d'un tratto abbassava le palpebre per qualche istante e poi
riapriva gli occhi: il demonio in quel momento le entrava in corpo. La bambina
mi espose in seguito ciò che accadeva in lei: si faceva all'improvviso un po'
di penombra attorno ad essa, tutto spariva e, pur avendo gli occhi aperti, non
vedeva nessuno dei presenti; in mezzo alla penombra appariva in forma umana il
demonio, il quale le parlava, la batteva sino a lasciare le lividure sul corpo.
In tale stato, quando io ero presente, facevo gli
esorcismi. Riferisco qualche scena e qualche colloquio.
Entrato in casa dell'ossessa, il demonio per bocca
della bambina disse: Via di qua, Pretaccio Cattolico! Perché vieni a
disturbarmi?. . . - Presi l'aspersorio con l'acqua Benedetta. Inferocì il demonio:
Via queste cosacce!. . . Pretaccio Cattolico, te la farò pagare!. . . - In
nome di Dio, ti comando di rispondere! – Chi sei tu che comandi a me? - Sono
un povero uomo; ma come Ministro di Dio ti comando e tu devi ubbidire. - Sull'istante
l'ossessa si sedette e rimase con le braccia conserte. Io parlavo in latino ed
il demonio arrabbiato mi disse: Non voglio parlare in latino, linguaccia di voi
Pretacci Cattolicacci! - Tuttavia lo tempestai di domande in lingua latina: Qual
è il tuo nome? - Il mio nome? ... Non t'importa saperlo e perciò non te lo
dico. - Sei solo in questa bambina? - Per il momento sono solo, ma se vuoi
chiamo i compagni. - No, resta solo! - Prima di essere qui, dove ti trovavi? -
Andavo in giro per le vie! - Cosa fai lungo le vie? - Cerco di far fare peccati
alla gente - E tu cosa ne guadagni? - Che guadagno?... Trascino all'inferno
anime con me! - Siete molti nell'inferno? - Eh! ... Sapessi, sapessi quanti
siamo!... Dunque, vuoi sapere chi sono? Io sono il demonio della disonestà! -
E dimmi: Vanno molti all'inferno per l'impurità? - Tutti quelli che sono là
dentro, vi si trovano per questo peccato ed anche gli altri ci verranno per lo
stesso peccato. - Passavano di lì alcuni giovanotti i quali pronunziavano
parolacce disoneste; il demonio disse: Ecco, passano i miei aiutanti. - Ora
basta con le chiacchiere! Tu devi lasciare la creatura! - No, non me ne vado.
Del resto che male faccio alla bambina? - Devi subito partire! - Satana,
Satana ... vieni in mio aiuto!. .. - In quell'istante arrivarono altri tre
demoni; la bambina, finito l'esorcismo, me lo assicurò. Avevo il Santissimo
Sacramento, nascosto sotto il pastrano; la ossessa mi disse: Tu nella borsetta
tieni Satana! - e stese la mano verso il mio petto. Le diedi una botta sulla
mano e ridendo mi rispose: Tu batti la bambina; a me puoi far niente. -
Il demonio procura di chiacchierare, per impedire di
pregare. Essendo presenti diverse persone, disse: Parlatemi in qualunque
lingua, domandatemi qualunque cosa ed io risponderò. - Un professore scrisse
nascostamente un bigliettino in lingua greca; lo piegò per bene e lo nascose
in un angolo. La ossessa si alzò, andò a suonare un piccolo campanello ch'era
sul tavolo, e disse: Fatto già! - Nel biglietto stava scritto: Va' a suonare
il campanello. -
Continuando la narrazione, io dissi al demonio: In
nome di Gesù Nazareno, parti subito! - Intanto attaccai al petto della
bambina un'immaginetta del Sacro Cuore. Il demonio divenne furibondo; si era
in parecchi a tenere la bambina a freno. - Ve la farò pagare a tutti! ...
Satana, Satana, manda ancora sette compagni in mio aiuto! -
Infatti altri sette demoni entrarono in quel corpo,
come mi confermò la bambina appena liberata. Non potendo più il demonio
resistere, esclamò: Me ne vado! Però lascerò la bambina piangente e non la
farò più alzare da questa sedia. -
Sull'istante la bambina si sedette e diede in un
pianto dirotto; momentaneamente i demoni la lasciarono. Le domandai: Perché
piangi? - Ma, non lo so! - Fa' il segno della Croce! - Non posso sollevare il
braccio. - Allora, alzati! - Non posso alzarmi! -
La bambina era rimasta come legata in tutto il corpo,
impotente ad alzarsi dalla sedia; i demoni però erano usciti, poiché essa tra
le lacrime pregava recitando il Padre Nostro.
Passato del tempo, la bambina cominciò a ridere ed
a camminare con sveltezza; era ritornata l'ossessione.
- Sono ancora qui, disse il demonio, e non me ne vado
... Siamo in troppi e non riuscirai a cacciarci. -
A dire il vero sentivo un po' di stanchezza e
ricorsi a diversi mezzi efficaci per riuscire nell'impresa. L'acqua benedetta
è meravigliosa negli esorcismi. Versando quest'acqua sul corpo dell'ossessa,
il demonio è tormentato fortemente.
- Pretaccio, smetti, smetti ... non tormentarmi più!
- Se vuoi che smetta, lascia la bambina! - No; tu tormenti me ed io tormento
essa! - Non cessai di aspergere con l'acqua santa, finché il demonio disse:
Ebbene me ne vado; ma prima che essa muoia, sarò di ritorno!... Noi siamo
stati mandati da Lucifero in questa casa e, siccome non riusciamo nel compito,
egli ci tormenta. Satana maledice il momento in cui ci ha mandati qua e noi
tremiamo a metter piede qua dentro ... Dimmi dove debbo andare me ne vado: Va'
in alto mare; va' ad incorporare qualche pesce o qualche altra bestia! - Cosa
me ne faccio di questi esseri?... Io cerco uomini! ... Perché non vai tu a
riposare nel corpo delle bestie? - Ed allora, nel nome di Dio Onnipotente,
vattene nell'inferno! - E me ne vado! - Però non uscire più dall'inferno! -
Ah, in questo non posso ubbidirti! Lucifero mi tormenta ... son costretto ad
uscire ed andare per il mondo! - Te lo comando! ... Ubbidisci! - Parto subito!
-
La bambina abbassò un istante le palpebre, emise un
leggero sospiro ... e restò libera.
- Dunque, dissi alla piccina, come stai? - Oh, Padre,
lei è qua?... - Ti accorgi adesso che sono qua? È tanto tempo che lotto e
parlo con te! - Ma io non l'ho visto! - In questo frattempo cosa hai visto? -
Son venuti attorno a me tanti demoni, che mi hanno battuta; ora se ne sono
andati. - Tu che cosa facevi quando c'erano i demoni? - Pregavo, recitando
l'Ave Maria nella mia mente. Ora sono serena, ma ho un po' di dolore nel corpo
per le botte ricevute.
Rilievi pratici.
Quanto ho narrato è verità; non nomino
l'interessata, né i testimoni dei fatti, per misura di prudenza. Quella bambina
oggi è madre di numerosi figli.
Faccio rilevare che quando si studia un caso di
ossessione, è lecito fare degli esperimenti, per assicurarsi della presenza
del demonio; ma quando l'ossessione è sicura, è male mettersi in rapporto
con lo spirito maligno unicamente per curiosità, facendo domande capricciose,
chiedendo notizie di cose occulte, ecc. Non si dimentichi che il demonio è
padre della menzogna e perciò non tutto quello che dice è assolutamente
vero.
Allorché in una famiglia trovasi qualcuno invaso
dal demonio, appena si manifesta la presenza diabolica, non si stia a
chiacchierare con l'ossesso, bensì si preghi da tutti i presenti, affinché
Satana si trovi a disagio e parta presto.
I parenti dell'ossesso procurino di stare in grazia
di Dio, si accostino alla Confessione ed alla Santa Comunione, recitino il
Rosario, consacrino la famiglia al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato
di Maria. Se qualcuno dei parenti è in disgrazia di Dio, può darsi che il demonio
lasci la persona invasa e prenda possesso di lui.
Nei giorni e nelle ore in cui l'ossesso è libero, si
approfitti per farlo confessare e ricevere la Santa Comunione. Alcuni
credono che se l'ossesso riceve i Sacramenti, non potrà liberarsi dal demonio
per tutta la vita; questo è falso.
Ossessione di un luogo.
Oltre che di un corpo umano, il diavolo può
impossessarsi anche di un luogo. Può essere invasa da Satana una casa o una
camera o qualche parte dell'abitazione. Difatti, durante gli esorcismi il
Sacerdote dice al demonio prima di cacciarlo da una persona: Ti comando di
dirmi se c'è in questa abitazione qualche luogo che è in tuo possesso! - A me
il demonio rispose un giorno: Sta' tranquillo che sto per andarmene e non c'è
in questa casa alcun luogo in mio possesso! -
Non si confondano certi disturbi naturali che si
avvertono in qualche luogo, con i veri disturbi diabolici. Certi rumori
notturni, che sembrano misteriosi, possono essere prodotti da animali notturni,
da cause naturali che non si possono riscontrare subito. Facilmente il popolino
attribuisce all'opera diabolica tali disturbi; ma non è così.
Riporto un fatto che avvenne nel 1941.
Erano presenti una decina di persone: un professore
di filosofia, due padri di famiglia, due signore ed alcune signorine.
All'improvviso si rompeva un vetro della finestra; poi un altro e poi un altro
ancora; si avvertivano sassate sul tetto. Si tenga presente che si era in una
abitazione di campagna. Si andava fuori ad osservare e non v'era alcuno. I presenti
erano nella stanza a parlare. Vicino al tavolo era un cesto con le masserizie.
Senza che alcuno avesse toccato il cesto, ne uscì una veste e si distese da
sola sul pavimento; poi usci una coperta, in seguito un asciugamano e così
via ... Si rimise ogni cosa nel cesto e subito si ripeté il fenomeno. Nel
mezzo della camera c'era un tavolino; questo cominciò a muoversi e a far
rumore come se ricevesse tanti pugni. Gli uomini, impressionati, si alzarono e
facendo forza con le mani sul tavolo, riuscirono a fermarlo; cessò il rumore.
Appena si scostarono dal tavolo, ricominciò il movimento ed il rumore.
C'era una scarpa vicino al muro, nell'angolo. Da sola si mosse, attraversò la
stanza e si fermò nella parte opposta. D'un colpo si spalancavano porte e
finestre. In certi momenti una porta si scuoteva fortemente, mossa da mano
invisibile; si accorreva ad essa e tutto cessava, ma cominciava lo stesso
fenomeno nell'altra porta della stessa stanza. Di tanto in tanto si sentivano
tre colpi di mazza sulla parete. Un Sacerdote Cappuccino, incaricato dal
Vescovo, passò una notte dentro quella camera, ma non riuscì a trovare la
causa naturale di quei colpi di mazza sulla parete e sugli altri fenomeni.
Gli uomini che assistevano a questi fenomeni curiosi,
si convertirono a Dio e si accostarono ai Sacramenti della Confessione e della
Comunione, che da molti anni avevano trascurato.
Ossessione di animali.
Il demonio può impossessarsi anche degli animali.
Noi pensiamo: Cosa può guadagnare Satana ed il suo esercito ad entrare nel
corpo di una bestia? Non riusciamo a comprendere certi perché; sappiamo però
che l'ossessione degli animali è un fatto storico. Prendo un esempio dal
Vangelo.
Gli Apostoli e Gesù navigavano verso il paese dei
Geraseni, che sta dirimpetto alla Galilea. E sceso che fu Gesù a terra, gli si
fece incontro un uomo che da grani tempo aveva il demonio e non portava vestito
e non abitava in casa, ma nei sepolcreti. Costui, appena visto Gesù, gli si
prostrò dinanzi, gridando a gran voce: Che ho da fare con te, o Gesù, Figlio
dell'Altissimo Dio? Ti supplico non mi tormentare! - Gesù infatti comandava al
demonio di uscire da quell'uomo, che da molto tempo era stato invaso, e benché
legato con catene e custodito in ceppi, egli, spezzato ogni legame, era portato
via dal demonio nei deserti. E Gesù gli domandò: Che nome hai? - Egli rispose:
Legione! - essendo entrati molti demoni in quell'uomo. E lo supplicavano che non
comandasse loro di andare nell'abisso infernale.
C'era lì a pascolare per il monte un gran branco di
porci; e lo scongiurarono a permetter loro di entrare in quelli. Gesù lo
permise. Allora i demoni usciti da quell'uomo, entrarono nei porci; e con grande
impeto la mandria si precipitò nel lago ed ivi affondò.
Appena videro quanto era accaduto, i mandriani
fuggirono e portarono la notizia in città e per le campagne.
La gente uscì a vedere l'accaduto e, venuti a Gesù,
trovarono l'uomo, dal quale erano usciti i demoni, seduto ai piedi di Gesù,
rivestito, in sé, e s'impaurirono. E quelli che avevano vista la cosa, raccontarono
anche loro come l'ossesso era stato liberato. Tutto il popolo della regione
dei Geraseni pregò Gesù di allontanarsi da loro, perché erano presi da
grande spavento. Ed Egli, montato in barca, se ne tornò indietro. Ma l'uomo,
dal quale erano usciti i demoni, lo pregava di tenerlo seco. Gesù invece lo
licenziò, dicendogli: Torna a casa tua e racconta quanto Iddio ha fatto per te.
-
I falsi esorcisti.
Ho detto sopra che l'ufficio di esorcista non può
esercitarsi se non da chi è autorizzato dal proprio Vescovo, e suole essere
un Sacerdote. Gli altri non possono fare gli esorcismi. Eppure ci sono degli
uomini e delle donne che si permettono di fare questo; nell'esercizio del Sacro
Ministero l'ho potuto constatare. I falsi esorcisti, oltre a far male, si
mettono in pericolo di essere maltrattati dal demonio. Negli Atti degli
Apostoli c'è un esempio, che dovrebbe far mettere giudizio a chi si azzarda a
cacciare il demonio senza autorizzazione. San Paolo, Apostolo zelantissimo,
era ad Efeso. Egli faceva miracoli, tanto che si portavano agli ammalati i
fazzoletti ed i grembiuli ch'erano stati sul corpo di lui e da essi partivano le
malattie ed uscivano i demoni dal corpo degli ossessi. Alcuni Giudei facevano
gli esorcisti senza averne il potere e tentarono d'invocare il nome di Gesù
Cristo sopra coloro che erano in possesso del diavolo, dicendo: Vi scongiuro
per il nome di quel Gesù predicato da Paolo. . . - Quelli che facevano ciò,
erano sette figli di Sceva, giudea, principe dei sacerdoti. Ma il demonio
rispose: Conosco Gesù e so chi è Paolo. Ma voi chi siete? - Allora l'uomo,
in cui era lo spirito maligno, saltando loro addosso e sopraffàttine due, li
malmenò talmente che fuggirono da quella casa ignudi e feriti; la cosa fu
risaputa da tutti i Giudei e i Gentili di Efeso e tutti furono presi da timore.
L'UOMO
IN RELAZIONE CON SATANA
Non onorare il demonio.
Essendo il demonio il nemico di Dio, non è lecito
rendergli il minimo onore. È quindi grave peccato il dire « Santo » al
diavolo.
È pure grave peccato il sacrificare a lui qualche
cosa per renderselo propizio. Il Signore proibì questo direttamente, quando
disse a Mosé: Parla ad Aronne, ai suoi figli ed a tutti i figli d'Israele e di'
loro: Ecco quanto ha comandato il Signore: Non immoleranno più le loro vittime
ai demoni, coi quali hanno peccato. Questa è una legge eterna per essi e per
i loro posteri. - Non è lecito invocare il demonio, per bisogno o per capriccio.
Il mettersi in rapporto con lui è già un male. Esistono dei libri che contengono
invocazioni strane per chiamare il demonio. Non è lecito tenere tali libri.
Il diavolo è vicino a noi, più di quanto possiamo
pensare. Se viene chiamato, non sempre si presenta; ma potrebbe anche farlo.
Guai però a trovarsi in simile circostanza!
Gl'indovini.
Ci sono di quelli che esercitano il mestiere
d'indovini. Fanno ciò per guadagnarsi il pane. Non è lecito far questo!
Innanzi tutto, è possibile, umanamente parlando,
indovinare il futuro? Ecco la risposta:
Il futuro può essere necessario o libero;
necessario vuol dire che in base alle leggi naturali dovrà accadere. Un esempio
l'abbiamo nell'eclisse, di sole o di luna. Dato il movimento della terra e della
luna, necessariamente verrà il momento in cui siano in linea retta il sole,
la luna e la terra; allora comincia l'eclisse; e siccome i movimenti di questi
due pianeti sono già precisati, gli astronomi possono predire un'eclisse
anche secoli prima.
Il futuro libero invece è quello che dipende non
da leggi fisiche, ma dalla libera volontà umana. Il futuro libero non può
essere conosciuto che da Dio solo, il quale è onnisciente ed eterno e davanti a
lui è presente tanto il passato come il futuro. Il demonio, quantunque molto
intelligente, non conosce il futuro libero, ma in qualche modo può arguirlo,
sebbene sempre con incertezza.
Andare da un uomo o da una strega per avere predetto
l'avvenire, è cosa sciocca. Si può gabbare l'ignorante, ma non chi vuole
ragionare. Per frutto di pratica gl'indovini potrebbero indovinare qualche cosa,
però fra cento cose che predicono, potranno indovinarne qualcuna. Tuttavia si
pecca a ricorrere a costoro per conoscere il futuro, essendo ciò una
superstizione.
Si trovano però di quelli che sono in rapporto con
il demonio. Avranno fatto qualche patto con Satana... avranno forse venduta la
loro anima ... e perciò si mantengono in comunicazione con lo spirito maligno.
Il demonio rende a questi miserabili qualche servizio, che a suo tempo potrà
far pagare caro, non solo dopo morte, ma anche durante la vita.
Chi è in rapporto con il demonio, può indovinare
con certezza il passato ed il presente, anche a distanza di luogo, poiché il
demonio in un attimo può andare da un capo all'altro della terra e comunicare
quanto a distanza avviene ... sempre però nei limiti che Iddio permette.
Un esempio.
Un professore ... mio amico, degno di fede, mi
narrava nel 1924. Io mi trovavo a Tunisi da diversi anni. Un pomeriggio
passeggiavo lungo il mare ed, avendo visto una vecchietta, mi avvicinai per
chiacchierare. Parlavo in dialetto siciliano e la donna, pure siciliana, godeva
a sentire il linguaggio nativo. Essa mi domandò: Qual è il suo paese? - Mascali,
nella provincia di Catania. - Sono ancora vivi i suoi genitori? - Il papà
è morto; ho in casa la mamma. - Vuole sapere come sta la mamma sua? ... Aspetti
un istante! - La vecchia rimase un momento seria, concentrandosi in sé, e poi
mi disse: Sua mamma sta bene! Anzi in questo momento è seduta vicino alla
soglia di casa e sta rattoppando un paio di calzoni. - Io non volli prestare
fede. Giunto però alla mia abitazione, unicamente per curiosità, scrissi una
lettera alla mamma, chiedendole con precisione dove si trovasse e che cosa
facesse in quel dato giorno e in quella data ora del pomeriggio. - Dopo
parecchi giorni la mamma mi rispondeva: Ero seduta vicino alla porta,
esternamente, e rattoppavo i calzoni di tuo fratello. -
Come spiegare questo fatto? Oggi la scienza si sforza
di spiegare simili fenomeni con la radiostesia; ancora però non ci sono
risultati positivi con tale ritrovato. Potrà dunque essere avvenuto, secondo
la radiostesia, che dal corpo della vecchia si siano sprigionate delle onde
particolari, atte ad incontrare le onde del corpo della mamma del professore, e
che per una ipersensibilità eccezionale, la vecchia abbia potuto vedere da Tunisi
ciò che accadeva in Sicilia. Potrà darsi, ma è difficile che la cosa stia così.
Può darsi invece che la vecchietta, in rapporto con il demonio, in un istante
sia stata informata dallo spirito di ciò che avveniva lontano.
Comunque vadano le cose, dato il pericolo
dell'intervento diabolico, poiché l'effetto non è proporzionato alla causa, la
Santa Chiesa proibisce di ricorrere a tale gente per avere notizie.
Un colloquio.
Seppi di un uomo che indovinava ed andai a trovarlo.
M'intrattenni per più di un'ora a colloquio, per entrare a fondo nella
questione: Voi siete capace di indovinare qualunque cosa? - Sì! - Potrete dirmi
ciò che capiterà a me in avvenire? - Questo no! Il futuro non posso
conoscerlo; il presente sì. Stando nella mia stanza, vengo a conoscenza di ciò
che voglio. - Domani io partirò per Messina, al pomeriggio, ed accompagnerò
mia sorella. Sareste in grado di conoscere qualche cosa a mio riguardo? - Sì;
ma non è necessario che mi diciate: Vado a Messina ... con la sorella ... Basta
dirmi: Da domani, alla data ora, sino a tale giorno... tenetemi presente! -
Allora saprò ciò che vi avverrà in quel periodo ... Avvenimenti tristi,
lieti, incontri con persone, tutto... - E come farete a saperlo? - Domani al
pomeriggio, stando in questa stanza, chiamerò uno dei diversi aiutanti miei
... - Li conoscete bene? - Certamente; appena fatta la invocazione, si presenta
una persona, che io vedo e che altri non vedono. Dico: Da questo momento sino a
tale giorno, segui quel Reverendo e poi ritornerai per informarmi di tutto! - Il
mio aiutante vi seguirà dappertutto, senza che ve ne accorgiate; scaduto il
tempo, ritornerà a me e mi dirà ciò che avrete fatto, detto o udito. - Da
molto tempo fate l'indovino? - Da circa nove anni. Io prima non credevo al
soprannaturale; ora ci credo! - Com'è cominciato questo fenomeno in voi? -
Ero di notte in campagna e stavo a letto nella camera dei miei genitori. Non
dormivo. Sentii una voce: Perché non ti rivolgi a me? - Impressionato, mi alzai
per accertarmi se avessero detto ciò i miei genitori. Li trovai addormentati.
Mi rimisi a letto, però sudavo freddo. L'indomani notte udii la stessa
voce: Ma perché non ti rivolgi a me? - Aumentò la mia paura. La terza notte si
ripeté il fenomeno; allora dissi: « Insomma, chi siete? » - Si presentò ai
piedi del mio letto un personaggio che mi disse: In ogni bisogno rivolgiti a me,
che posso aiutarti! - D'allora in poi mi trovo in questo stato. - Potete voi
citarmi qualche fatto particolare dell'assistenza di questo personaggio? -
Ecco! L'altra volta venne qui a trovarmi un conoscente; era preoccupato perché
il suo papà era in alto mare durante il cattivo tempo. Mi disse: Vorrei sapere
qualche cosa. - Risposi: Verrete domani sera a prendere notizie. - Invocai il
solito personaggio e lo mandai. Mi portò queste informazioni: Il papà di
quel giovane era sulla nave durante la tempesta. A duecento leghe dalle isole
Baleari si ruppe il timone della nave ed avvenne il naufragio. Nessuna
vittima. Quel tale ora si trova sopra un battello ed è diretto a Palermo. Da li
scriverà alla famiglia. - L'indomani sera al mio amico raccontai tutto.
Infatti, dopo alcuni giorni arrivava alla famiglia la lettera da Palermo, dando
con esattezza le stesse informazioni. - Egregio signore, soggiunsi, stando così
le cose, poiché qui non trattasi di fenomeni naturali, io non voglio sapere
niente a mio riguardo. Vi raccomando però di non chiamare più questi
personaggi misteriosi; poiché commettete peccato. - Questo incontro tra me e
l'indovino è avvenuto nel periodo in cui sto componendo il presente lavoro.
Sedute spiritiche.
È facile sentir parlare di spiritismo, cioè di
rievocazioni di spiriti o di anime di trapassati. Conosco più di una persona
che ha riacquistato la fede in Dio e nell'altra vita, dopo avere assistito a
tali fenomeni.
Innanzi tutto, lo spiritismo esiste ed e esercitato
da non pochi contemporanei. Però non tutto quello che avviene nelle così dette
sedute spiritiche è soprannaturale. Certi fenomeni soni naturali e possono
spiegarsi. Certi altri sono effetto di trucco; afferma questo il Professore
Heredia, il quale, con il permesso dell'Autorità Ecclesiastica, per diciotto
anni ha assistito a tali sedute, anche nei grandi teatri americani, ed ha
potuto smascherare tanti e tanti cultori di spiritismo. Altri fenomeni escono
dal naturale, poiché non c'è proporzione tra la causa e l'effetto. I veri
fenomeni spiritistici sono rari. La Chiesa Cattolica dice che in tali casi non
si tratta di Angeli buoni, i quali, chiamati da un medium si manifestino e si
mettino a disposizione dell'uomo, ma di Angeli ribelli, cioè di demoni. Difatti
in tali sedute sogliono trovarsi persone poco morali ed è pericoloso
intervenire con oggetti sacri addosso. Può il demonio, nel camuffarsi, dare
anche sani suggerimenti e così ingannare pure i buoni. Comunque sia, la
Chiesa Cattolica condanna lo spiritismo e perciò di certo pecca chi fa la rievocazione
degli spiriti o delle anime dei trapassati e peccano pure coloro che vi
assistono.
Una vendetta.
Un avvocato mi raccontava due anni or sono a Palermo:
Un amico mi aveva invitato ad andare a casa sua per assistere a una seduta
spiritica. Vi trovai un gruppo di persone. I presenti guardavano, ma nessuno
appariva, nessuna voce si udiva. Il medium, indispettito, faceva di tutto per
riuscire allo scopo; ma inutilmente.
All'improvviso la scrivania, che era nella stanza,
cominciò a sollevarsi da terra e raggiunse il tetto; ripiombò sul pavimento,
fracassandosi. Tutti scappammo spaventati, giungendo sulla strada. L'amico
mi disse: Altre volte tutto è proceduto bene. Questa sera abbiamo avuto una
sorpresa. Forse tieni addosso qualche oggetto sacro? - Sì, ho al collo la
medaglietta della Madonna. - Ora compredo perché il medium non riusciva a far
venire lo spirito! Si vede che per vendetta ha voluto spaventare tutti! -
Concludeva l'avvocato: Reverendo, non andrò più a tali inviti! Mi è bastato
lo spavento di quella sera. -
Contro l'anima.
Sinora abbiamo visto come il demonio disturbi nel
corpo, nella casa e nelle sostanze. Abbiamo pure visto come non sia lecito
mettersi in rapporto con Satana. Dato che l'anima è la parte più nobile
dell'uomo, è creata ad immagine di Dio ed è destinata ad andare in Paradiso,
è proprio contro questa anima che Satana si scaglia con più energia, per
perderla eternamente. Veniamo dunque a parlare del lavoro che il demonio compie
a danno dell'anima umana.
Prima del Battesimo.
È Dio che crea direttamente l'anima. Essa è bella,
perché è opera di Dio; però si trova nello stato naturale, cioè non è in
grado di poter godere Iddio faccia a faccia, come fanno gli Angeli; è in tale
stato per la colpa originale di Adamo e di Eva. Appena l'anima riceve il Santo
Battesimo, le vengono subito applicati i meriti di Gesù Cristo ed è elevata
allo stato soprannaturale, cioè diventa erede del Paradiso.
Finché l'anima non riceve il Battesimo, Satana ne
prende possesso. In vista di ciò, la Santa Chiesa, prima di amministrare il
Sacramento del Battesimo, fa cacciare il demonio dalla nuova creatura. Infatti
il Sacerdote, dopo aver soffiato leggermente per tre volte sul viso del
battezzando, dice: « Esci da costui, o spirito immondo, e dà il posto allo Spirito
Santo Paraclito! - In seguito il Sacerdote dice: Onnipotente e sempiterno
Iddio ... rompi tutti i lacci di Satana, da cui il battezzando è stato legato
... Io ti esorcizzo, o spirito immondo, nel nome del Padre e del Figlio e dello
Spirito Santo, affinché tu esca e ti allontani da questo servo di Dio. Infatti,
o maledetto dannato, te lo comanda lo stesso Gesù Cristo, che camminò a piedi
sopra il mare e porse la mano a Pietro che stava per annegare. Dunque, o
maledetto demonio, riconosci la tua sentenza e dà onore a Dio vivo e vero, dà
onore al suo Figliuolo Gesù Cristo ed allo Spirito Santo ed allontanati da
questo servo di Dio ... E questo segno della Santa Croce, dato sulla fronte,
non osare violarlo, o maledetto demonio ».
Durante questo esorcismo il diavolo è tormentato e
prima di allontanarsi alle volte tormenta il corpo dei neonati. Ho battezzato un
gran numero di bambini e non poche volte ho constatato che mentre facevo gli
scongiuri contro il diavolo, i bambini piangevano e si dimenavano. Ricordo che
una donna in simile circostanza mi disse: Reverendo, ma questo bambino è
stato sempre tranquillo; a casa non ha pianto; invece ora è tutt'altro! -
Risposi: Non si preoccupi, signora! Sto facendo gli esorcismi; il demonio
prima di partire dà un po' di molestia al bambino. -
Si raccomanda ai genitori di far battezzare i loro
figliuoli al più presto possibile; non dimentichiamo che finché i bambini
sono senza Battesimo, sono in possesso del demonio, non nel corpo ma nell'anima.
II peccato mortale.
Ricevuto il Battesimo, i piccoli restano in grazia
di Dio; le loro anime sono pure, degne di stare in compagnia degli Angeli. -
Guai, dice Gesù Cristo, a chi scandalizza uno di questi piccoli; è meglio
per lui che gli si leghi al collo una macina da mulino e si butti nel mare. -
Quando si raggiunge il perfetto uso della ragione e
il bambino è in grado di conoscere il bene ed il male, se commette una grave
colpa, con piena conoscenza e con piena volontà, subito l'anima sua cade in
disgrazia di Dio ed il demonio ne prende possesso. Come gode Satana quando può
togliere ad un'anima l'amicizia di Dio! Fa di tutto per restare in quel cuore;
più lunga è la sua dimora nell'anima, più forte egli diventa e più difficile
è il cacciarlo. Oh, se si potesse vedere ciò che avviene nell'anima appena
si commette il peccato mortale!
L'Angelo, il demonio e l'anima.
Abbiamo visto come Satana mandi i suoi aiutanti in
giro, e specialmente contro le persone più vicine a Dio. È necessario ora
dare una delucidazione, poiché taluni dicono: Io sento la tentazione; con me c'è
l'Angelo Custode, che lotta contro il demonio tentatore. Dovrebbe vincere sempre
l'Angelo. Come mai spesso vince il diavolo?
Nella tentazione non è l'Angelo o il demonio che
vince direttamente; è l'anima che supera la tentazione o vi soccombe.
L'Angelo suggerisce buoni pensieri e il demonio
inganna con falsi ragionamenti; ma chi decide è l'anima. Presento un
combattimento spirituale.
Una persona sente una forte provocazione al male,
ad esempio, all'impurità; il demonio ha lanciato la prima freccia. L'anima
ancora non è caduta in peccato. Subito l'Angelo Custode viene in aiuto e fa
pensare: Non fare questa cosa... perché è peccato; Iddio si offende! - Il maligno
insinua altri pensieri: Se tutti fanno questo, perché hai paura tu? - L'Angelo
incalza: Bada, non peccare! Hai troppo offeso la Maestà Divina per il passato!
... Non stancare la Misericordia di Dio! - Il demonio, sempre bugiardo,
soggiunge: Son cose da niente! ... Basta poi un atto di pentimento ... te ne confesserai
e tutto sarà finito! - Il buon Custode a suggerire: E se non avrai il tempo di
pentirtene? ... E se Dio si stancasse e ti togliesse la vita improvvisamente?
- Il tentatore di ripicco: Niente paura! ... La Misericordia di Dio è infinita!
... Del resto Dio sa che il corpo è debole... e compatisce! -
L'anima, durante questa lotta interna è libera;
dipende da essa decidersi al bene o al male. Se ascolta l'Angelo e resiste con
la volontà alla tentazione, la vittoria è già ottenuta; guadagna un grado
di gloria eterna, si rafforza nell'amicizia di Dio, si rende degna di ulteriori
grazie, prova in cuore una pace misteriosa. Se invece l'anima dà retta al
demonio, dopo pochi istanti di piacere, sente il pungolo del rimorso; si è
rovinata spiritualmente.
La disonestà.
Il peccato, proprio dell'Angelo, è la superbia;
infatti per superbia i ribelli del Cielo furono precipitati nell'inferno. Il
peccato, proprio dell'uomo, è la disonestà, poiché il corpo umano tende di
continuo ai cattivi piaceri.
Il demonio è consapevole della fragilità umana; sa
per esperienza che una cattiva immaginazione, un ricordo, uno sguardo, una
libertà di tatto, una cosa insignificante, può accendere l'impura passione
e far peccare.- Stando così le cose, il nemico delle anime non si dà pace se
non riesce a far commettere disonestà. Sa bene il demonio che la purezza è il
più grande tesoro delle anime, che grande premio è riservato ai cuori puri;
perciò mette in atto tutte le insidie per fare prevaricare anche le persone
più vicine a Dio. Gode quando il corpo umano è profanato dall'impurità,
poiché sa che il corpo è tempio dello Spirito Santo. È bene conoscere
dunque le arti del maligno per non cadere in questo peccato.
Il sesto ed il nono Comandamento. Iddio ha dato due
comandamenti: «Non commettere atti impuri», cioè portare il massimo rispetto
al proprio corpo ed a quello degli altri, e « Non desiderare la persona di
altri », cioè tenere lontani i cattivi desideri.
Il demonio, sapendo che il corpo facilmente
s'infiamma d'impurità, va spesso a soffiare, non materialmente, ma spiritualmente.
Conosce le ore in cui il corpo è più disposto a peccare e le circostanze
particolari che lo commuovono e senza troppa fatica tende il laccio. Il tempo più
adatto alla tentazione è: la mattina prima dell'alzata da letto, la sera
quando si va a riposo ed il pomeriggio nelle prime ore dopo il pranzo. È questo
il tempo in cui il demonio fa più strage.
La solitudine.
Il peccato impuro fa vergogna; si suole commettere
nella solitudine, per sfuggire allo sguardo altrui.
Ecco in quella camera, in quella campagna, in quel
luogo solitario ... un povero figlio di Adamo. È solo; attende a qualche
leggero lavoro oppure è in ozio. Il demonio coglie l'occasione. Presenta alla
fantasia delle immagini provocanti ... cose viste e udite. Il corpo si disturba.
- Ebbene, fa pensare il demonio, perché non metti in atto ciò che pensi?
Nessuno ti vede! - Si dovrebbe rispondere: Nessuno mi vede? E non c'è Dio qui
presente? E non mi vede l'Angelo Custode? Come oserei fare davanti a Dio quello
che non farei davanti agli altri? - Se l'anima non è pronta a pregare, a
cercare un'onesta compagnia per distrarsi ... subito cede alla tentazione. Il
demonio allora se ne ride! - Sei caduta, o anima! Vedrai quante altre volte ti
farò cadere! Sei sulla via della perdizione eterna! Un giorno mi farai
compagnia nell'inferno! Sapessi quanti si trovano già negli abissi infernali
per l'impurità!
L'ozio.
Diceva S. Giovanni Bosco ai suoi giovani: Non state
mai in ozio! Fate in modo che il demonio vi trovi sempre occupati! Se state
in ozio, verrà il demonio a farvi lavorare! -
Quando si sta in ozio, è facile essere tentati e
cadere. Il demonio non riesce a vincere facilmente chi è applicato a lavori
pesanti o seri. Quando la mente è occupata, raramente fa breccia il tentativo
del nemico spirituale.
La cattiva compagnia.
Il demonio è brutto assai. Se si presentasse in
forma umana e dicesse a qualcuno: Pecca d'impurità! - forse nessuno oserebbe
peccare. Conoscendo ciò, egli si serve dei suoi aiutanti, i quali fanno
benissimo le sue parti.
Servi del demonio impuro sono i cattivi compagni,
che si avvicinano con la scusa della parentela, dell'amicizia e della
convenienza. Ecco un'anima pura! Le si avvicina una persona amica, la quale ha
nel cuore l'impurità. Il demonio mette in mente a costei di fare un discorso
disonesto ... poi fa dare un cattivo suggerimento ... poi una forte
provocazione. L'anima è caduta. Il cacciatore infernale ha ottenuto il suo
scopo.
Il fidanzamento è necessario al matrimonio. Il
demonio impuro sta in agguato contro i fidanzati, perché comprende la
delicata situazione. In un attimo di poca vigilanza, in un momento di trascuratezza
da parte dei parenti, il tetribile cacciatore di anime getta nel fango due
gigli.
Il cuore dell'uomo è debole; il cuore della donna è
debolissimo. Il demonio provoca un incontro ... una visita ... fa scambiare un
sorriso ... lavora nella fantasia; alla fine, dà un potente assalto e
trascina all'impurità.
Se si fosse più vigilanti contro le insidie
diaboliche, quanti peccati si eviterebbero, quante lacrime di meno si verserebbero,
quante anime sfuggirebbero all'eterna dannazione!
I libri.
Iddio dà delle attitudini speciali. Uomini e
donne, dotati d'intelligenza particolare, riescono a comporre libri. Si dovrebbe
trafficare in bene il talento ricevuto da Dio.
Sapendo il demonio il male che il libro cattivo
produce, suggerisce nella mente a qualche scrittore: Vuoi guadagnare denaro?
Desideri che i tuoi scritti siano letti? Componi un romanzo pornografico!
Tratta argomenti impuri! Rappresenta al vivo la disonestà! Vedrai come
circolerà il tuo libro! Ti aiuterò io nella diffusione!
L'infelice scrittore mette su un romanzo; vi
riversa l'impurità che ha nel cuore. Il nuovo libro è letto con avidità; le
passioni sono accarezzate; giovanotti, signorine ed anche adulti ... dopo aver
letto le pagine di fango, raccontano ad altri le impressioni ricevute; altri
ancora s'invogliano a leggere il romanzaccio. Quanta strage! Il demonio impuro
raccoglie messe abbandonate.
Povere anime, redente dal Sangue di Gesù Cristo, non
vi accorgete che Satana vi trascina alla perdizione?
Se qualcuno, sentendo il rimorso della cattiva
lettura, pensa di distruggere il cattivo romanzo, subito il demonio suggerisce:
Vorresti bruciare quel libro? Ma perché? Hai speso tanto denaro per procurartelo!
Invece di bruciarlo, conservalo e non lo leggerai! - Conservarlo? L'anima non si
accorge dell'inganno. Il demonio non dorme; sa che quel romanzo lo aiuta a
rovinare i cuori e perciò sta in agguato. Il libro conservato oggi, domani
sarà letto da qualche altro della famiglia; in momento opportuno lo farà
riprendere a chi l'aveva conservato.
Ecco il lavoro che compie Satana! Un libro cattivo è
un demonio impuro in attività. Giustamente diceva uno di santa vita: Ogni libro
immorale che si distrugge, è un demonio che si ricaccia nell'inferno! -
I divertimenti mondani.
Il mondo è un ammasso d'iniquità; i demoni impuri
ad eserciti vagano per rapire il giglio della purezza agl'innocenti e per fare
moltiplicare le disonestà ai depravati. Si può dire che nel mondo tutto
concorre ad aiutare l'opera diabolica.
Quello che il diavolo fa con lo scrittore del romanzo
pornografico, lo fa pure con i giornalisti immorali, con i produttori di
pellicole invereconde, con gli artisti teatrali, con i proprietari delle case di
peccato, con i sostenitori di sale da ballo, ecc.... Il demonio suggerisce:
Mettete su questi divertimenti! Il pubblico accorrerà numeroso! Guadagnerete
molto denaro! Date a tutti il pascolo del piacere passionale!
Chi può misurare le disonestà che commettono -
gli spettatori di un film scandaloso o di un varietà? Chi può contare le
anime che perdono la purezza in certe sale da ballo? Chi è capace di numerare
le vittime delle impurità nella stagione dei bagni? Tanto male si compie perché
i demoni impuri accorrono numerosi in questi luoghi. Oh! se si potessero vedere
con gli occhi del corpo i diavoli che assediano i luoghi dei divertimenti profani,
forse tutti gli spettatori scapperebbero! Giustamente dice Gesù: Guai al mondo
per i suoi scandali! -
Il matrimonio.
L'ultimo dei Sacramenti è il matrimonio. In virtù
di questo Sacramento, Iddio dà all'uomo ed alla donna la grazia di convivere
santamente e di educare cristianamente i figliuoli. Nello stato matrimoniale
c'è pure da osservare la virtù della purezza e chi non l'osserva secondo la
legge prescritta da Dio, pecca gravemente. Il demonio dell'impurità lavora
molto su questo argomento, per privare gli sposi delle grazie divine e per
rovinarli eternamente. La Santa Chiesa, consapevole di ciò, quando benedice i
novelli sposi, rivolge al Signore questa preghiera per la donna: O Dio, che col
potere della tua virtù hai fatto il tutto dal nulla, concedici che il demonio,
autore di prevaricazione, non rubi a questa donna nessuno dei suoi atti! -
Mezzi.
Nella lotta corporale si adoperano mezzi materiali:
la spada, il fucile, ecc. Nella lotta contro il demonio non valgono le armi
materiali. È necessario ricorrere a mezzi spirituali. Tali sono la preghiera e
la penitenza.
La calma.
Nelle tentazioni impure la prima cosa da farsi è il
mantenere la perfetta calma di mente. Il demonio cerca di portare il turbamento
per far cadere più facilmente. Bisogna mantenersi nella serenità, pensando
che finché la volontà è contraria alla tentazione, non si commette peccato;
giova pensare pure che il demonio è come un cane attaccato alla catena, il
quale può abbaiare ma non mordere.
Il fermarsi a contemplare la tentazione o
preoccuparsi, non fa altro che rendere peggiore la situazione. Distrarsi subito,
occuparsi di qualche cosa, cantare qualche lode sacra. Questo mezzo d'ordinario
è sufficiente a smorzare la tentazione e mettere in fuga il demonio.
La preghiera.
Non sempre basta la distrazione; occorre la
preghiera. Con l'invocazione dell'aiuto di Dio aumenta la forza della volcntà
e facilmente si resiste al demonio.
Suggerisco qualche invocazione: Dallo spirito di
fornicazione, liberami, o Signore! - Dalle insidie del diavolo, liberami, o
Signore! - O Gesù, mi chiudo nel tuo Cuore! Maria Santissima, mi metto sotto il
tuo manto! Angelo mio Custode, aiutami nella lotta!
L'Acqua Benedetta è mezzo potente per mettere in
fuga il demonio. Perciò nella tentazione è utile fare il segno della croce
con l'Acqua Benedetta.
Le pie riflessioni giovano a certe anime per
superare la mala tentazione: Dio mi vede! Potrò morire subito! Questo mio corpo
andrà a marcire sotto terra! Questo peccato, se lo faccio, apparirà al
Giudizio Universale davanti a tutta la umanità!
La penitenza.
Alle volte non basta la sola preghiera; ci vuole
altro e cioè la mortificazione o penitenza.
- Se non farete penitenza, dice Gesù, vi dannerete
tutti! - Penitenza significa imporsi dei sacrifici, delle rinunzie volontarie,
soffrire qualche cosa, per tenere a freno le passioni corporali.
Il demonio impuro fugge davanti alla penitenza. Perciò
chi è fortemente tentato, faccia qualche penitenza speciale. Non si creda che
la penitenza accorci la vita o guasti la salute; invece è il vizio impuro che
logora l'organismo. I Santi più penitenti sono vissuti più a lungo. I
vantaggi della penitenza sono diversi: l'anima resta inondata di gioia pura,
sconta i peccati, attira gli sguardi misericordiosi di Dio e mette in fuga il
demonio.
Può sembrare un'esagerazione darsi alla dura
penitenza; ma per certe anime è un assoluto bisogno.
- È meglio, dice Gesù, andare in Paradiso con un
occhio, con una mano, con un solo piede, cioè sottoporsi a grandi sacrifici,
anziché andare all'inferno con tutti e due gli occhi, con le due mani ed i due
piedi. -
Una tentazione.
A proposito di tentazione e di penitenza riporto un
esempio di Santa Gemma Galgani. Ecco la narrazione da lei stessa fatta: Una
notte mi sentii presa da una forte tentazione. Uscii di camera e andai dove
nessuno potesse vedermi o sentirmi; presi la corda, che ogni giorno porto sino
a mezzogiorno; la riempii tutta di chiodi e poi me la legai tanto strettamente
ai fianchi, che alcuni chiodi mi entrarono nella carne. Il dolore fu così
forte, che non potei resistere e caddi a terra. Trascorso un po' di tempo, mi apparve
Gesù. Oh, com'era contento Gesù! Mi sollevò da terra, mi allentò la corda,
però me la lasciò ... Poi gli dissi: Gesù mio, dove eri tu, quando mi
sentivo tentata in quel modo? - E Gesù rispose: Figlia mia, ero con te, e
molto vicino. - Ma dove? - Nel tuo cuore! - Oh, Gesù mio, se tu fossi stato con
me, non avrei avuto simili tentazioni! Chi sa, Dio mio, quanto ti avrò offeso?
- Forse tu ne avevi piacere? - Dolore immenso invece ne avevo. - Consolati,
figlia mia, non mi hai offeso per niente! -
L'esempio dei Santi sia di sprone a tutti a fare
penitenza.
La Confessione.
Se grande è la strage che mena Satana nel campo
della purezza, non è molto inferiore quella che compie nel far profanare il
Sacramento della misericordia di Dio, cioè la Confessione. Sa il demonio
che, commesso un grave peccato, non resta altra strada di salvezza che la
Confessione. Perciò si affatica affinché l'anima peccatrice non vada a confessarsi,
oppure affinché nella Confessione taccia qualche peccato mortale, oppure
affinché, pur confessandosi, non abbia il vero dolore, unito al proponimento di
fuggire le occasioni gravi di peccato.
I Turbamenti.
Il demonio gode quando può disturbare i buoni; uno
dei principali assalti è il turbamento, cioè l'inquietudine della coscienza.
Il turbamento spirituale è come una nebbia attorno all'anima. Si procuri di
non turbarsi mai.
Il demonio suole disturbare le anime buone con i
dubbi contro la fede, per fare comprendere che è inutile il sacrificio e la
preghiera, poiché forse Dio non esiste e non ci sarà un'altra vita; fa pensare
che l'Ostia Consacrata non è Gesù ... Non è rara questa tentazione, anche
nelle anime elette. Santa Teresa del Bambino Gesù era assalita dal demonio su
questo argomento; fu costretta a scrivere il « Credo », firmarlo col proprio
sangue, portarlo sul petto e rinnovare così gli atti di fede ad ogni palpito
del suo cuore.
Gli assalti diabolici contro la fede si superano
disprezzandoli e dicendo di tanto in tanto: Gesù, ti amo e credo quanto tu
hai rivelato. -
Gesù tentato.
Il demonio assale tutti; tentò anche Gesù Cristo.
Non era possibile che Gesù peccasse; sarebbe stato un assurdo; peccare
significa offendere Dio, e Gesù, Dio-uomo, non avrebbe potuto offendere se
stesso! Tuttavia Gesù Cristo permise che Satana lo tentasse, per farci comprendere
che il demonio non risparmia nessuno e per insegnarci il modo con cui vincere le
tentazioni. Ecco il testo del Vangelo:
- Gesù, ripieno di Spirito Santo, si partì dal
Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto, dove, per quaranta giorni fu
tentato dal diavolo. In quei giorni non mangiò niente; ma al loro termine ebbe
fame. Allora il diavolo gli disse: Se tu sei il Figlio di Dio, di' a queste
pietre che diventino pane. - E Gesù gli rispose: Sta scritto: L'uomo non vive
soltanto di pane, ma di ogni parola di Dio. - Il diavolo allora lo portò sopra
un alto monte e, mostrandogli in un attimo tutti i regni della terra, gli
disse: Io ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché a
me sono stati dati, e li dono a chi voglio. Se tu dunque ti prostri ad
adorarmi, sarà tutto tuo. - E Gesù rispose: Sta scritto: Adorerai il Signore
Dio tuo e servirai a lui solo. - Il diavolo lo portò a Gerusalemme e,
posatolo sul pinnacolo del Tempio, gli disse: Se tu sei il Figlio di Dio, gettati
giù, perché sta scritto: Egli ha ordinato ai suoi Angeli di proteggerti ed
essi ti sosterranno colle loro mani, affinché non urti il piede in qualche
sasso. - Ma Gesù rispose: Sta scritto: Non tenterai il Signore Dio tuo. - E il
diavolo, finito che ebbe di tentarlo, si allontanò da lui; dopo vennero gli
Angeli a servirlo.
San Pietro e San Paolo.
Le due colonne della Chiesa Cattolica sono S. Pietro
e S. Paolo. Costoro non furono risparmiati da Satana, anzi ne furono un grande
bersaglio.
Gesù infatti disse: Satana ha domandato di
crivellarvi come il frumento; ma io ho pregato per te, o Pietro, affinché non
venga meno la tua fede. E quando tu ti rimetterai, conferma i tuoi fratelli.
-
Sappiamo che S. Pietro fu tentato per mezzo di una
serva e per tre volte rinnegò Gesù Cristo. Dopo se ne pentì e pianse
amaramente.
S. Paolo predicava, convertiva i pagani, affrontava
con gioia ogni tormento, ancora vivo fu trasportato a contemplare il Paradiso
sino al terzo Cielo e poté vedere la felicità che Iddio riserva a coloro che
lo amano. Con tutto ciò, non fu lasciato libero dal maligno. Il demonio lo
assaliva potentemente, tanto che egli ebbe a dire: Il servo di Satana mi schiaffeggia.
Per la qual cosa continuamente ho pregato il Signore affinché si allontanasse.
Ma il Signore mi disse: Paolo, ti basta la mia grazia, poiché la potenza divina
si attua nella debolezza umana. -
Giuda Iscariota, Apostolo di Gesù, fu tentato dal
demonio in modo tremendo. Avendo Satana conosciuto che egli era inclinato
all'attacco al denaro, poco per volta lo convinse a tradire lo stesso Gesù
Cristo. Dice il Santo Vangelo che dopo l'ultima Cena fatta dal Signore con gli
Apostoli, Satana entrò nel cuore di Giuda. Questi rimase accecato dagli inganni
diabolici e si presentò ai nemici di Gesù per accordarsi sul modo di consegnarlo
a loro. Per trenta denari lo tradì. Dopo se ne pentì, ma non pensò a rimettersi
come San Pietro, bensì si disperò ed andò ad impiccarsi.
Come si vede, Satana è potente e non teme di
assalire anche le persone più sante.
Sant'Antonto Abate. Giovane ventenne, Sant'Antonio,
vendette quanto possedeva, lo diede ai poveri ed andò nel deserto a far
penitenza. Prevedendo il demonio che egli si sarebbe santificato, cominciò a
tentarlo, dapprima in modo invisibile e poi visibilmente.
Un giorno il demonio prese la forma di un negro
bruttissimo e si gettò piangendo ai piedi dell'eremita. - Chi sei tu? -
chiese il Santo. - Chi sono? Il demonio dell'impurità. Ho ingannato e sedotto
molti Cristiani; da te però mi vedo vinto. - Si vede che sei molto debole! Di
te non ho paura, poiché il Signore mi difende sempre. - A queste parole il
negro sparì.
Un'altra volta il demonio si presentò con delle
verghe e batté a lungo Sant'Antonio. Il Santo disse: Io non ti temo, o
Satana, ti sfido! - Irritato il demonio, assalì la grotta dell'eremita. In un
istante la grotta si riempì di animali di diverse specie: leoni, orsi,
serpenti, scorpioni. Il Santo se ne stava con il cuore elevato a Dio e diceva
ai demoni: Dovete essere molto deboli e vili, poiché venite in tanti contro
di me solo! - Detto ciò, vide risplendere nella grotta una luce celeste e
quella squadra di mostri infernali scomparve.
In una visione Iddio fece vedere a Sant'Antonio
tutto il mondo coperto di lacci e di trappole tese dal demonio. Impressionato,
il Santo chiese a Dio: Come si possono evitare tanti inganni di Satana? -
Iddio rispose: Antonio, con la sola virtù dell'umiltà. -
Molti altri uomini si unirono a Sant'Antonio per
fare vita eremitica. Il Santo parlava spesso a costoro delle insidie del
nemico delle anime e diceva: Le armi per vincere il demonio sono: la vita pura,
la preghiera, il digiuno, il segno della Croce e il disprezzo delle tentazioni.
-
Santa Gemma.
Tra le Sante che in questo secolo hanno illuminato
la Chiesa di Gesù Cristo, è da mettere Santa Gemma Galgani, vergine lucchese.
Gesù la ricolmò di specialissimi favori, apparendole di continuo,
istruendola nell'esercizio delle virtù e confortandola con la compagnia
visibile dell'Angelo Custode.
Il demonio si rodeva di furore contro la Santa;
avrebbe voluto impedire l'opera di Dio; non riuscendo, tentava di disturbarla
e d'ingannarla. Gesù preavvisò la sua Serva: Sta' in guardia, o Gemma, perché
il demonio ti farà grande guerra. - Il demonio infatti le si presentava in
forma umana. Tante volte egli la batté fortemente con un grosso bastone o con
dei flagelli. Santa Gemma non di raro cadeva a terra per il dolore e, narrando
il fatto al suo Direttore Spirituale, diceva: Come batte forte quel brutto
chiappino! Il peggio è che mi picchia sempre in un posto e mi ha prodotto una
larga ferita! - Un giorno che il demonio l'aveva conciata bene a furia di
botte, la Santa pianse assai.
Narra essa nelle sue Lettere: « Dopo che il demonio
partì, andai in camera; mi sembrava di morire; giacevo a terra. Gesù subito
venne ad alzarmi; dopo mi prese in braccio. Che momenti! Soffrivo ... ma
godevo! Come ero felice! ... Non so spiegarlo! Quante carezze mi fece Gesù! ...
Anche mi baciò! Oh, il caro Gesù, quanto si è umiliato! Pare impossibile. -
Il demonio, per distoglierla dalla virtù, finse di
essere il suo Confessore ed andò a mettersi nel confessionale. La Santa
apriva la sua coscienza; ma si accorse dai consigli che quel tale era il demonio.
Invocò fortemente Gesù e il maligno sparì.
Più di una volta il demonio prese le sembianze di
Gesù Cristo, ora flagellato ed ora messo in Croce. La Santa s'inginocchiava a
pregarlo; però da certe smorfie che vedeva fare e da certe parolacce, capiva
non essere quegli Gesù. Allora si rivolgeva a Dio, aspergeva un po' di Acqua
Benedetta e subito spariva il nemico nell'anima sua. Un giorno si lamentò col
Signore: Vedi, Gesù, come mi inganna il demonio? Come potrei conoscere se sei
tu o è lui? - Gesù rispose: Allorché vedi le mie sembianze, dici subito:
Benedetto Gesù e Maria! - ed io ti risponderò allo stesso modo. Se sarà
il demonio, non pronunzierà il mio nome. - Difatti la Santa, all'apparire
delle sembianze del Crocifisso, esclamava: Benedetto Gesù e Maria! - Quando
era il demonio a presentarsi in tale forma, la risposta era: Benedetto... -
Scoperto, il diavolo spariva.
La Santa fu presa d'assalto dal demonio della
superbia. Vide una volta attorno al suo letto una schiera di bimbi e di bimbe,
in forma di angioletti, con una candela accesa in mano; tutti s'inginocchiarono
per adorarla. Satana avrebbe voluto farla montare in superbia; la Santa si
accorse della tentazione e chiamò in aiuto l'Angelo del Signore, il quale,
emesso un leggero soffio, fece sparire tutto.
Un fatto, degno di essere conosciuto, è il seguente.
Il Direttore Spirituale, Padre Germano, Passionista, aveva ordinato alla
Santa di scrivere in un quaderno tutta la sua vita, sotto forma di Confessione
generale. Ubbidiente Santa Gemma, sebbene con sacrificio, scrisse quanto
d'importante ricordava della vita trascorsa. Poiché il Padre Germano era a
Roma, la Santa conservò, stando a Lucca, il manoscritto dentro un cassetto e
lo chiuse a chiave; a tempo opportuno l'avrebbe dato al Direttore Spirituale.
Prevedendo il demonio quanto bene avrebbe fatto quello scritto alle anime, lo
prese e lo portò via. Quando la Santa andò a prendere il quaderno scritto, non
avendolo trovato, chiese alla zia Cecilia se l'avesse preso essa; essendo
negativa la risposta, la Santa capì trattarsi di uno scherzo diabolico. Infatti
una notte, mentre pregava, le apparve il demonio furibondo, pronto a batterla;
ma Dio quella volta non lo permise. Il brutto le disse: Guerra, guerra al tuo
Direttore Spirituale! Il tuo scritto è nelle mie mani! - e se ne andò. La
Santa mandò una lettera al Padre Germano, che non si meravigliò dell'accaduto.
Il buon Sacerdote, stando a Roma, si recò in Chiesa per cominciare gli
esorcismi contro il demonio, in cotta e stola e con l'aspersorio dell'Acqua
Benedetta. L'Angelo Custode gli si presentò sensibilmente. Il Padre gli
disse: Conducimi qua quella brutta bestia, che portò via il quaderno di
Gemma! - Subito comparve davanti a P. Germano il demonio. Per mezzo degli
esorcismi lo conciò per bene e poi gli ordinò: Rimetti il quaderno là dove
l'hai preso! - Il demonio dovette ubbidire e si presentò alla Santa con il
quaderno in mano. - Dammi il quaderno! - disse Gemma. - Non te lo vorrei dare!
... Ma sono costretto! - Allora il diavolo cominciò a contorcere il quaderno,
bruciando con le mani i margini a molti fogli; si diede poi a sfogliarlo,
lasciando le impronte digitali su tante pagine. Alla fine consegnò il
manoscritto. Questo quaderno oggi trovasi presso i Padri Passionisti a Roma,
nella Casa della Postulazione, attigua alla Chiesa dei Santi Giovanni e
Paolo. Ai visitatori si lascia vedere. Lo scrivente ha potuto averlo tra le
mani e leggerlo in parte. Il contenuto di questo quaderno è già pubblicato sotto
il titolo di «Autobiografia di S. Gemma». Vi si trovano delle pagine fotografate,
riportanti le impronte digitali del demonio.
In punto di morte.
Durante la vita noi non siamo lasciati in pace da
Satana; in punto di morte gli assalti infernali s'intensificano.
D'ordinario il demonio lavora attorno ai moribondi in
modo invisibile; spinge i buoni alla disperazione, portando loro innanzi le
miserie commesse in vita, ingrandendole; spinge i cattivi alla bestemmia o
all'indifferenza, suggerendo che non c'è un'altra vita e che è cosa ridicola
il confessarsi.
Alle volte il demonio si presenta visibilmente, per
riuscire meglio nel suo scopo.
San Martino.
Era sul letto di morte San Martino. Egli aveva
trascorsa la vita nell'esercizio della mortificazione e in opere di bene;
non aveva da paventare il giudizio di Dio. Infatti era tranquillo. I discepoli
che lo assistevano, pregavano per lui.
Il demonio volle tentarlo prima di morire e gli si
presentò in forma sensibile. San Martina lo guardò con occhio di disprezzo e
poi gli disse: Perché sei venuto, o infernale nemico? ... Che cosa aspetti?
... In me non trovi niente di funesto che abbia fatto! - E mentre diceva questo,
l'anima sua lasciava la terra e dagli Angeli veniva portata a Dio.
Un fatto.
Nella storia dei Santi la comparsa del demonio non è
rara, specialmente nella ultima ora della vita. Ma anche alle anime pie può
accadere lo stesso.
Alcuni anni fa era in fin di vita una mia parente
intima, sorella di mio padre. Da bambina sino ad età avanzata aveva servito
Dio nello stato di verginità; frequenza quotidiana alla Santa Comunione,
opere di carità e di apostolato, formavano la sua gioia. Mancavano poche ore
per morire; era in perfetta lucidità di mente. Invidioso Satana di quest'anima,
mandò alcuni suoi seguaci per disturbarla.
Si presentarono attorno al letto diversi demoni, in
forma paurosa. La morente chiamò subito le mie sorelle, le quali accorsero;
disse loro: Per carità non mi lasciate sola! Come sono brutti questi demoni!
Pregate, pregate per me! -
Una delle sorelle corse a prendere l'Acqua
Benedetta ed asperse il letto; poi mise vicino un'immagine della Madonna;
l'altra sorella pregava con fede.
I demoni non poterono più resistere ed alla fine
partirono. La moribonda, prese la mano di mia sorella e disse: In questo momento
se ne sono andati ... Come sono contenta! ... Il più grande favore che voi
nipoti mi abbiate potuto fare in vita è stato questo. - Dopo qualche ora,
moriva.
Nel carcere.
Il seguente fatto avvenne diversi anni or sono in
Sicilia, e precisamente nella Casa Penale di Nicosia. Lo raccontò a me
personalmente il Maresciallo del carcere, testimonio oculare. Sono ancora vivi
altri testimoni oculari.
In una cella c'era un detenuto che aveva commesso
sette omicidi. L'anima dell'infelice era in disgrazia di Dio. In certe occasioni
tanti carcerati si confessavano e si comunicavano; l'indurito omicida non
voleva saperne di Sacramenti. Si avvicinò anche per lui la fine della vita.
Una settimana prima di morire la cella del detenuto sembrò assalita dai demoni.
L'omicida urlava di spavento continuamente: Che cose orribili vedo mai! Come
sono brutti questi mostri! Aiuto! Aiuto! - Il Direttore del carcere ed il
Maresciallo, credendo che il detenuto fosse in preda alla nevrastenia, lo
sottoposero ad un'accurata visita medica. Il dottore assicurò che l'organismo
era normale e che quanto avveniva non poteva essere effetto di nervi indeboliti.
Passarono alcuni giorni in tale stato. Intanto le
carni dell'omicida apparivano strane, con delle chiazze nere. Dopo una settimana
di sofferenze fisiche e morali, il detenuto moriva, rifiutando gli ultimi
Sacramenti.
Il cadavere fu adagiato sulla branda dentro la cella.
Per qualche ora nessuno rimase nella cella, essendosi ritirati i superiori del
carcere per disporre l'occorrente per il trasporto del cadavere.
Dopo circa un'ora, rientrarono nella cella il
Direttore, il Maresciallo ed alcuni custodi. Quale non fu la loro meraviglia
a vedere là dentro due gattoni neri, grossi come due cani, avventati contro il
cadavere dell'omicida. Con le zampe e con i denti cercavano di sventrare il
morto. I presenti non sapevano spiegarsi come mai avessero potuto penetrare là
dentro quelle due bestiacce, stranissime. Da dove sarebbero potuto entrare? Gridando
e minacciando, i convenuti riuscirono a mettere in fuga i due gattoni, i quali
scapparono per la porta della cella. Il corridoio attiguo era custodito dai
vigili; presso i diversi cancelli c'erano le guardie. Il Direttore chiese
subito: Avete visto due grossi gatti neri, che son passati proprio adesso di
qua? - Nessuno ha visto niente! -
Le due bestiacce com'erano piombate improvvisamente
nella cella dell'omicida, così improvvisamente erano sparite. Niente di
difficile che siano stati due demoni.
All'avvicinarsi della fine del mondo, i demoni
lavoreranno con maggiore intensità a rovina delle anime. Questo risulta dalle
parole di Gesù Cristo: Allora sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno
tali prodigi da sedurre, se fosse posibile, anche gli eletti.-
Man mano che si avvicinerà il giorno del Giudizio
Universale, le sofferenze dell'umanità aumenteranno. I dolori di quei giorni,
dice Gesù, saranno tali, quali mai sono stati da che il mondo esiste. -
Satana, approfittando di ciò, manderà i suoi demoni
sulla terra per spingere gli uomini alla bestemmia contro la Divinità, per
togliere o diminuire la fede. Inoltre Satana susciterà degli uomini malvagi e
darà loro tanta potenza da fare operare cose meravigliose. Tanti, sedotti, si
allontaneranno da Gesù e seguiranno l'anticristo. Sarà quella la lotta finale.
- Chi avrà perseverato, dice Gesù, sino alla fine, questi sarà salvo. -
Avvenuta la risurrezione universale, tutta l'umanità
comparirà davanti a Gesù Cristo Giudice. La schiera dei buoni sarà alla
destra; quella dei cattivi alla sinistra. Gli Angeli, guardando gli eletti
potranno dire con gioia: Eternamente voi starete con noi in Cielo. - I demoni
circonderanno i dannati e diranno: Anche voi avete perduto Dio... -
Il Giudice supremo pronunzierà l'eterna sentenza
per i buoni. Ai dannati dirà: Andate, o maledetti, nel fuoco eterno,
preparato a Satana ed a tutti i suoi seguaci! -
Oh, come si addoloreranno quel giorno tutti i
cattivi! Come malediranno i demoni tentatori! Ma a niente gioverà questo.
Dovranno dire: Ci siamo dannati, ma la colpa è stata nostra. Conoscevamo
che il demonio ci tentava e l'abbiamo seguito volontariamente. In eterno ne
porteremo la pena! –
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OPERA CARITATIVA SALESIANA DON GIUSEPPE TOMASELLI Viale Regina Margherita 27 98121 Messina – ccp 12047981