LUCE AI PRETI
(Lamenti
divini)
Don TOMASELLI GIUSEPPE - scuola grafica salesiana – PA
Il
progresso scientifico ingigantisce. Si pensava un tempo che la terra fosse il
centro dell'universo; ma lo sguardo dato da recente al vostro pianeta dagli
spazi intersiderali, vi ha fatto meglio comprendere che la terra, da millenni
abitata, fuori è altro che un punto dell'immenso universo. Non sapete, e non
è necessario saperlo, se in altri astri vi siano creature ragionevoli ed in
quali condizioni si trovino. A voi interessa la terra. Su questo pianeta misi il
primo uomo e la prima donna; costoro prevaricarono e la conseguenza della loro
colpa d'origine si ripercuote ancora su tutta l'umana generazione. Unicamente
per amore di questa caduta generazione, pur restando vero Dio, divenni vero
Uomo, rendendomi così vostro Fratello. Redensi l'umanità e lasciai i mezzi,
affinché tutti i figli di Adamo potessero conseguire la felicità eterna.
Fondai la mia Chiesa, le diedi un Capo ed altri collaboratori, affinché le
anime nel pellegrinaggio terreno fossero illuminate, dirette e nutrite per
giungere alla vita eterna. Fra miliardi di creature ho scelto voi, o Sacerdoti,
frutto della mia liberalità. Proprio a voi rivolgo la parola. Il mondo è stato
creato per amore, redento per amore e deve tendere all'Amore Eterno... Dio!
Ed invece?... Miei Ministri, date uno sguardo all’umanità attuale. Vi si
dovrebbe realizzare il mio Regno; dovrei regnare io in ogni anima ed in ogni
angolo della terra. Invece regna Satana... il triste principe di questo mondo!
Cosa vedete attorno a voi? Malvagità, orgoglio, vanità, avarizia, egoismo,
attaccamento alle comodità più del necessario, dimenticanza di Dio e
dell'eternità, odio al proprio simile, bestemmie, godimenti illeciti, amore
illecito, scandali per ogni dove, delitti, ingiustizie, ribellioni... Si deve
fermare la china malefica! Si ricordi Sodoma e Gomorra; lo stato del mondo di
oggi è peggiore di quello della Pentapoli, poiché la malizia è più
consapevole e più raffinata.
Sacerdoti,
intermediari tra Dio e l'uomo, catena d'oro che deve legare le anime a me,
risvegliate nei vostri cuori i buoni sentimenti del giorno della vostra
Ordinazione! E’ assai grande la dignità di cui vi ho rivestiti ed è bene che
ne siate consapevoli per comprendere sempre meglio la vostra grave
responsabilità. Tutte le amarezze che mi danno taluni dei Sacerdoti, sono
legate a quella grande amarezza che mi costrinse a spillare Sangue dalle mie
vene nell'Orto degli Ulivi, quando vedevo che nei secoli futuri si sarebbe
realizzato il rinnegamento di Pietro nelle file dei miei Ministri, il tradimento
di Giuda in tanti Sacerdoti sacrileghi e la fuga dei discepoli da me, fuga
dovuta agli scandali di certi Consacrati. In quella notte del Getsemani, tanto
tormentosa, trovai i tre più fidi Apostoli immersi nel sonno; loro dormivano ed
io sanguinavo. Li svegliai invitandoli a pregare e si riaddormentarono; si
scossero soltanto al frastuono della turba che veniva a catturarmi. Possibile,
o miei sacerdoti, che non comprendiate la gravità dell'ora che si attraversa?...
Voi dormite placidamente. Cullandovi nella vita comoda, mentre io, vostro
Redentore e Maestro, agonizzo per le iniquità che ogni giorno si moltiplicano.
Vengo a svegliarvi con i tristi avvenimenti di ogni giorno; vi svegliate un
poco e poi vi riaddormentate come i tre Apostoli. Ritorno a svegliarvi con i
miei lamenti divini, nella fiducia che vi scuotiate. Vorrete forse scuotervi,
come gli Apostoli al frastuono della turba, soltanto allora cioè quando si
scatenerà nel mondo la bufera, quando i miei nemici, preso il sopravvento, vi
metteranno le mani addosso?... La storia del passato non v'insegna nulla in
proposito? Non vedete come i flutti del mare aumentano, ingigantiscono e si
scaraventano contro la mia Nave, la Chiesa? S'infrangeranno le onde, la mia
Chiesa non crollerà, perché sulla Nave ci sono io. Ma... quale sarà la sorte
di tanti Sacerdoti?... Si sta combattendo nel mondo tra i figli delle tenebre ed
i miei seguaci. Il mio Vicario, il Papa, nelle ore di solitudine piange; è
abbattuto, circondato da tante menti in eruzione. Paolo VI, illuminato ed
assistito da me, si rende consapevole dell'estrema importanza dell'ora
presente. Molte anime, un tempo a me fedeli, si trovano in condizione
disastrosa. In questa scabrosa situazione cosa fanno i miei Sacerdoti?... Per
mia consolazione ne ho dei buoni, veramente Sacerdoti! E gli altri,... che non
sono... Chi pretende il matrimonio, chi si ribella al mio Vicario, chi nega o
mette in dubbio l'altra vita, l'esistenza di Satana, la mia reale Presenza
Eucaristica! C'è perfino chi dubita della mia Divinità e dell'esistenza di un
Dio Creatore. Guai a chi tenta ecclissare i Dommi emanati! Guai a chi cerca
sottrarre la gloria ad un Dio Onnipotente! Certe menti sacerdotali sono vera Babilonia,
confusione e tenebre, e con tutto ciò si atteggiano a maestri. Più che pastori,
taluni sono pecore nere nel mio mistico gregge ed altri sono lupi rapaci.
Raccomando a questi sventurati: Quando foste ordinati Sacerdoti e mi giuraste
fedeltà, avevate i sentimenti di oggi?... E non eravate allora lieti di appartenermi
e di cooperare con me nella salvezza dei fratelli?... A che cosa è dovuto il
vostro cambiamento? Prima pregavate; a poco a poco avete rallentata e poi quasi
tralasciata la preghiera. Prima eravate convinti della vostra piccolezza; poi
sottentrò l'orgoglio. Un tempo coltivavate lo spirito di penitenza; poco alla
volta cominciaste ad accarezzare il corpo, dandogli ciò che non era necessario,
e poi il corpo vi trascinò nel fango... Doloroso stato! Avete lasciata la
Manna Celeste per nutrirvi di ghiande, come gli animali immondi. Prima
respiravate l'aria pura della mia grazia ed ora vi dibattete nel fango puzzolente.
Riflettete, miei Ministri, caduti o pericolanti, riflettete sulla vostra triste
condizione! Ditemi: Non ho il diritto di lamentarmi? La cattiva condotta di
tanti Sacerdoti mi strappa folle di anime. Ed io, che per salvarne una sola, se
fosse necessario, mi farei crocifiggere di nuovo, come dovrei trattare questi
miei Ministri?... Possibile che siate così ciechi da non vedere la
preoccupante realtà?
Voi
conoscete qualche cosa del passato e del presente; io conosco tutto, anche il
futuro. Verso il Principio di questo secolo l'Onnisciente disse ad un' anima
confidente: Quaranta, cinquant'anni prima del «2.000» sarà dato a Satana un
potere particolare sulla terra; le potenze infernali si riverseranno di
preferenza sui Sacerdoti. Non vedete come va verificandosi quello che io stesso
confidai? Convincetevi! I demoni sanno quale guadagno sia per loro un Sacerdote
disertore ed allora sono tanti e sì forti gli assalti sui Consacrati di oggi,
che se costoro non stanno più che vigilanti e se non pregano intensamente,
presto o tardi cadranno nella rete diabolica.
Permettetemi
ora di mettere la mia mano su qualche piaga del clero di oggi. Non intendo
alludere ai Consacrati generosi. Ho istituito il Sacramento dell'Amore, l'Eucarestia.
Venti secoli di storia, con migliaia di prodigi cucaristici, hanno comprovato e
comprovano ancora la reale mia Presenza Eucaristica. Sacerdote, che ti accosti
all'Altare per celebrare, rientra in te stesso!... Credi tu al Mistero
Eucaristico? Se no. perché vai a celebrare? Perché ingannare te stesso e gli
altri? Che titolo ti si addice?... Quello d'ipocrita e d'impostore! Se tu
credi alla Transustanziazione, non avendo puro il cuore, pura la mente e monde
le mani, come ti azzardi a toccare le mie Carni Immacolate? Come non tremi
pronunziando le divine parole della Consacrazione? E purtroppo c’è chi
celebra così! C’è chi trafigge in tal modo il mio Cuore! Ed io,
misericordioso, paziento!... Ma sino a quando dovrò sopportare? La mia
Giustizia non reclama pure i suoi diritti? Altri celebrano, uniti ancora a me
con la mia grazia. Ma che celebrazioni! Chi vi assiste, poco edificato, potrebbe
dire: Ma questo Prete crede a ciò che fa? Più fede e più amore nel Santo
Sacrificio! Niente fretta, molto raccoglimento e preghiera ardente! Ci sono
tante anime da salvare e tante altre da sostenere; la Messa è tempo
preziosissimo. Si celebri bene, glorificando Dio, edificando i presenti,
rinnovandosi nella giovinezza dello spirito e portando poi lungo il giorno
alle anime il frutto del Divin Sacrificio. Come attendo con ansia e gioia, io
Prigioniero d'Amore nel Tabernacolo, la celebrazione dei Sacerdoti
fervorosi! Quando sta all'Altare un degno mio Ministro, dimentico in qualche
modo le amarezze che mi cagionano i Sacerdoti sacrileghi o freddi. Le mie Carni
Immacolate, bistrattate non di raro da mani indegne, si ristorano al contatto
di mani pure ed entro amorosamente nel cuore del buon Celebrante,
arricchendolo di nuova luce e legandolo sempre più fortemente a me. Oh, se
tutti i Consacrati fossero puri ed innamorati di me Sacramentato, come sarebbe
trasformato il mondo! Figli prediletti del mio Cuore, ravvivate la Fede e
meditate seriamente sul vostro Ministero! Alla vostra parola consacrante io,
Re di tremenda Maestà, ubbidisco umilmente e scendo sull'Altare. Nelle vostre
mani avviene l'Incarnazione Vivente, come avvenne nel seno della mia purissima
Madre. E non vi annichilisce sì grande mistero, sì grande deposito che ho
fatto a voi?
Schiere
di fedeli, sparsi per il mondo, pur oppressi dal lavoro e dalle quotidiane
necessità, sanno trovare ogni giorno un ritaglio di tempo per venire davanti al
mio Tabernacolo. Amano intrattenersi con me, parlarmi, confidarmi le loro pene.
Ma quanti sono i Sacerdoti che, furono del tempo della Celebrazione, amano intrattenersi
a colloquio con me Sacramentato? Sono rari! Questo contegno è onorifico per i
Consacrati? Voi non trovate ostacoli
quando vi sono persone care ammalate e sentite il dovere, l'amore di visitarle;
lasciate tutto. Vi sobbarcate pure a sacrifici, quando la persona cara
ammalata è lontana o nell'ospedale. E il vostro Dio nel Tabernacolo non è un
Ammalato d'Amore, un Divino Mendicante che chiede e richiede un po' di sollievo?
Non è un Uomo-Dio sofferente, che geme e va in cerca di chi sappia
condividere il suo Mistero d'Amore? Se tutti i Sacerdoti comprendessero questo
linguaggio, come sarebbe trasformata la loro vita!... E se non lo comprendete
voi, chi dovrà comprenderlo? Faccio un invito ai miei Sacerdoti fedeli: Fate di
tutto per procurarmi anime ferventi ed assidue, che ogni giovedì della
settimana, verso le ore 20, giorno memorando dell'Istituzione Personale mia
Eucaristica, abbiano un pensiero speciale di un trattenimento amoroso, anche per
pochi istanti, per ringraziare, riparare e consolare il mio ardente Amore, che
in tale ora misteriosamente si è voluto annientare e nascondere sotto le
apparenze del Pane e del Vino per essere cibo e nutrimento. Ancora un invito!
Desidero le «Lampade Viventi» attorno al mio Tabernacolo ossia cuori
palpitanti d'amore, che a turno ogni giovedì facciano un'Ora di Adorazione, per
riparare tanti oltraggi, sacrilegi, dimenticanze e disonore, che di continuo
ricevo dalla maggior parte delle anime, specie da quelle Consacrate. Chi mi ama,
troverà il tempo. Il mio sguardo si poserà benevolo su queste «Lampade
Viventi» e su quei Sacerdoti che si faranno promotori di tanto bene.
Una
deplorevole corrente sacerdotale moderna tutto vuol rinnovare e su tutto ha da
ridire. Non risparmia neppure me crocifisso - Roba antiquata, dicono taluni, le
immagini di Gesù Crocifisso! Le menti piccine, arretrate col tempo, amavano
questi segni sensibili, questa forma strana di devozione. Ma in questo risveglio
e rinnovamento della Chiesa e della società le immagini del Crocifisso devono
mettersi da parte. Cosa dovrei rispondere a questi Preti... rinnovatori?
Innanzi tutto rinnovate voi stessi nello spirito! E poi, perché impedire che i
fedeli mi contemplino Crocifisso? Non ci sono nel mondo i monumenti che
ricordano i grandi uomini? E non ci sono le foto, che richiamano alla mente le
persone care, vive o trapassate?... Quale uomo è più grande e più degno
dell'Uomo-Dio? Quale persona al mondo può essere più cara di me Redentore?...
L'immagine di me Crocifisso ha portato molti alla vera conversione ed ha formato
tanti Santi. Quante volte con prodigi ho dimostrato al mondo quanto io gradisca
la effige di me inchiodato sulla Croce, versando vivo Sangue dalle ferite e
talvolta schiodando le mie mani per abbracciare peccatori pentiti! E voi,
seguaci e portatori di Cristo, dite: Devozione sorpassata il culto di me
Crocifisso!... Quale insensatezza! Piegate piuttosto le ginocchia, umiliatevi,
baciate le mie Piaghe e meditate sugl'insegnamenti che vi dà un Dio Crocifisso,
svenato per salvarvi. Chi mi contempla confitto in Croce e sente amore verso di
me, difficilmente guasta la sua condotta e non si lascia oscurare per seguire
il turbine del mondo. Chi non ama il Crocifisso, non conosce il Crocifisso, non
assimila la sua vita al Crocifisso e non opera nulla di concreto nella vita.
Beati
i puri di cuore! - dissi un giorno sulla terra. Ma il mondo, mio nemico, non
vuol saperne; si arrotola nel fango e si avventa contro tutto ciò che sa di
purezza. Menti malsane, oggi più che in altro tempo, hanno preso di mira la
purezza verginale della Madre mia, mettendola a livello di altre donne. Quale
insulto per la Regina del Cielo e quale dolore per me! Anche il mio Padre
Putativo, il castissimo Giuseppe, è coinvolto da questa ondata di fango
diabolica. Mia Madre fu purissima prima del parto. Isaia preannunziò secoli
innanzi che io sarei nato da Vergine. Fu purissima dopo il parto e lo dimostra
la Tradizione Autentica della Chiesa, comprovata dalla sana Cristianità, dai
Concili e dal Magistero dei Papi. Lo dimostra anche e specialmente la risposta
data a Gabriele all'annunzio di divenire madre: «Come avverrà ciò, poiché
non conosco uomo?» - Il che significa che non intendeva conoscerne, perché,
se avesse voluto vivere la vita comune delle altre donne, non avrebbe data
all'Angelo quella risposta, ma avrebbe detto senz'altro: Accetto di divenire
madre! - Fu purissima la Madre mia, Terreno eletto e preparato per germogliare
me, Giglio delle convalli. Dava il latte a me, Uomo-Dio; era ininterrottamente
in intimità con il Re della gloria ed i suoi pensieri erano rivolti al
Cielo e non alla terra. Gli Angeli aleggiavano sulla Casa di Nazareth, adorando
me e benedicendo la Madre di un Dio Umanato, scelta dalla Sacrosanta Triade ad
essere la Regina dei vergini, la Vergine per eccellenza. Se nel mondo ho schiere
di anime vergini, che si sono legate a me con voto, anime con le conseguenze
della colpa originale, eppure sono veri Angeli in carne, perché dubitare
della perenne verginità della Madre mia, esente dalla colpa di origine,
Capolavoro della Onnipotenza di un Dio, dotata di oceano di grazia, Creatura
Eccellentissima da ecclissare la virtù delle anime più elette, Faro luminoso
dell'umanità, risplendente più che il sole nel firmamento? La
Vergine Madre fu sempre Giglio candidissimo, profumato per inebriare me e
la Corte Celeste. Si ascolti in proposito il suo Sposo Giuseppe!
Il
mondo, a servizio di Satana, cieco spiritualmente, non vede la luce della
purezza angelica della Madre mia. Ma non è soltanto il mondo corrotto che
giudica sinistramente la Vergine Madre. Ci sono altri, che si dicono miei
seguaci e purtroppo ci sono anche i Sacerdoti che discutono e mettono in dubbio
la perpetua verginità di Maria Santissima. Come si può giungere a tale grado
di cecità da certi Consacrati? Costoro, che sono sordi alla mia voce ed a
quella del mio Vicario, ascoltino la voce di Satana, al cui servizio lavorano!
Sanno essi chi sia Satana e cosa egli faccia in quest'ora gravissima? L'umanità
va alla deriva. Può salvarla la Madre mia, poiché questa è l'ora di Maria,
segnata dalla Provvidenza. Il castigo collettivo sarebbe piombato da tempo
sulla terra, se questa pietosissima Madre non avesse trattenuta la mia mano.
E’ proprio Satana che ha ingaggiato la battaglia contro la Madre del Cristo
nella speranza di avere molte prede. Tuttavia il principe delle tenebre sa
bene chi sia la Vergine Madre e quale potenza Ella abbia in Cielo. I servitori
di Satana e tutti i miei Sacerdoti ascoltino! Nella novena dell'Immacolata del
1968, io, Padrone dell'universo, permisi che una vittima straordinaria, da me
personalmente scelta, ricevesse un assalto diabolico. Si trovò la vittima
davanti ad una schiera di demoni; c'era anche Satana, il quale così parlò:
Si
dia l'assalto ai Consacrati! Per la loro caduta quante anime vengono nelle
nostre mani, poiché lo scandalo allontana anche dalla Fede. I Consacrati che
danno scandalo, danno occasione di dubitare anche dell'esistenza di Dio. Ed è a
questo che dobbiamo tendere: all'allontanamento da Dio. Si avvicina la solennità
di quella Donna, (l'Immacolata), che ci tiene tutti in soqquadro... Noi
dovemmo subire l'infelicità eterna, l'inferno, mentre nel mondo tanti e tanti
arrivano a salvarsi malgrado tante ribellioni contro il loro Dio!... Allora non
vi era quella Donna, che si chiama Maria, altrimenti non ci sarebbe toccata tale
sventura... La maggioranza delle anime si salva per mezzo di Lei, che tanto
noi odiamo e malediciamo... Noi Angeli per un solo peccato fummo precipitati
nell'abisso; ed è per questo che la nostra rabbia inferocisce sempre più per
l'ingiustizia di questo Dio!... Se quella Donna ci fosse stata sin dal principio
della creazione, noi non avremmo avuto tale condanna. - Frattanto la vittima
straordinaria scriveva le parole di Satana, poiché io volevo che le
scrivesse. Allora Satana irato esclamò: Perché metti le mie parole sulla
carta?... Basta! Basta... Non scrivere più, maledetta!
-
Riflettete, o Sacerdoti, sull'ultima affermazione di Satana: Se
la Madre mia Maria fosse esistita prima che gli Angeli si fossero ribellati al
Creatore, mercé la, sua potentissima intercessione avrebbero ottenuto
misericordia! Chi è questa Donna, davanti alla quale freme l'inferno? E
quella Vergine purissima, che oggi il mondo vorrebbe infangare. Quali rapporti
ci sono tra me e questa Donna?... Io venni al mondo per mezzo di Lei; fui
nutrito per mezzo di Lei con il suo latte verginale. In tutta la vita, sino ai
trent'anni, fui accudito da Lei. Maria Vergine fu il prezioso strumento della
Redenzione del genere umano. In Maria e con Maria io vivo del suo sangue e della
sua carne verginale nella Ostia Consacrata e quando le anime mi ricevono, non
sono solo, perché sono incorporato della vita della Madre mia. Ecco tutto il
grande poema stupendo e mistico vivente della mia Chiesa! Senza della Madre mia
non potevo essere Gesù sulla terra; quindi tutto si deve a questa purissima
Regina Immacolata. Se un figlio affettuoso circonda di gratitudine amorosa la
madre sua terrena, ed è un cuore limitato, quanto più non devo premurarmi io
di vederla onorata, amata, glorificata e riparata la Madre mia, Arca di
salvezza, Canale di grazia, Corredentrice del genere umano?... La Santissima
Trinità le profuse tutte le predilezioni che possono darsi a creatura!... Il
mistero del mio vivere nelle anime avviene sempre per mezzo della purissima
mia Madre. Quanto è stupenda e luminosa la figura di questa Vergine, Trono e
Tabernacolo di Dio vivente! Non c'è lingua umana né angelica che possa
degnamente tesserne le lodi! Chi ama me, ama la Madre mia! Chi ama la Madre mia
ama me ed avrà vita sicura. Maria mi portò al mondo e per mezzo di Lei vado
alle anime. E’ Maria Vergine che mi conduce e che mi prepara i cuori ove fare
la mia dimora. E’ troppo grande la Madre mia! ... Guai agl'infelici che osano
proiettare ombra sulla purezza verginale di Colei che ha in mano lo scettro di
Regina degli Angeli!
Per
venire sulla terra a riscattare l'uomo scelsi due Vergini: Maria per portarmi
al mondo e Giuseppe per custodirci. Le anime caste formano la mia delizia. Pur
non condannando la generazione, amo con somma predilezione le anime vergini.
Non tutti comprendono la sublimità della verginità; il Padre mio Celeste dà
questa luce a certe anime e beate esse se corrispondono ai divini voleri! Nel
mondo, pur così infangato, ho schiere di vergini di ambo i sessi. Ne ho anche
di quelli, che pur essendo vincolati dal matrimonio, vivono angelicamente quasi
non avessero corpo. Quanta gloria mi danno costoro e quante benedizioni attirano
sulla umanità! I miei Sacerdoti non dovrebbero essere i primi nelle schiere
dei vergini? Possibile che semplici fedeli mi diano con tanta generosità e
certi miei Ministri siano con me così avari? Come posso gloriarmi di loro,
che dovrebbero essere la pupilla degli occhi miei? Ci sono Consacrati che
pretendono, e con diritto, di vivere la vita ordinaria dell'uomo. Ma avevano
questi sentimenti quando coltivavano la vita interiore, si nutrivano con fede
delle mie Carni, custodivano i loro sensi e vigilavano per fuggire dalle
occasioni pericolose?... Allora era facile e dolce la vita di perfetta
purezza; la mia grazia li sosteneva. Ora invece dicono: «Il giogo è troppo
pesante!... insostenibile!... E pressoché impossibile la perfetta continenza!
... - Perchè non pregate di più invece di darvi ai passatempi? Perchè non
ripigliate lo spirito di mortificazione? Perché non togliete legna dal fuoco,
invece di aggiungerne altra? Le comodità soverchie hanno snervato il vostro
spirito, vi hanno troppo indeboliti, forse vi hanno fatto cadere e forse al
presente siete nel fango. Sacerdoti dell'Altissimo Dio, avete dimenticato la
mia dottrina, e proprio voi, maestri in Israele?... Cosa ho insegnato al mondo
e cosa avete predicato agli altri?... «Il regno dei Cieli richiede violenza e
se ne impossessano i violenti... Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se
stesso, prenda la sua croce, ogni giorno, e mi segua!». Questo l’ho detto a
tutti, anche all'ultimo dei miei seguaci. Ed i pastori delle mie pecorelle non
devono dare a tutti, dovunque e sempre, l'esempio della rinunzia?... Ci sono
Sacerdoti che non credono più alla mia parola. Non sono degni del Sacerdozio
Divino!... Il Consacrato carnale non accetta la dottrina del Cristo! Oh,
insensatezza!... Non pochi Sacerdoti, sui quali tanto contavo, sono divenuti
dapprima grossolani, poi apatici ed infine... pietra d'inciampo. Sono ormai
cuori duri, insensibili e non si arrendono ai dolci richiami di un Dio
Onnipotente! Io, Maestro Divino, dal mio Sacerdote sono posposto al fango della
terra, a ciò che potrebbe finire nel duolo infernale. Povere anime! Ov'è
l'utilità del mio Sangue per voi? In quest'ora fatale, ed è inutile illudersi,
occorre piena generosità nei miei Ministri, spogliamento totale del proprio io,
penitenza amorosamente, abbracciata per la gloria di Dio. Sacerdoti, che vi
ribellate alla mia dottrina di rinnegamento, contemplatemi in Croce! Io,
vostro Redentore e Maestro, ho mortificato tutta la mia vita, dalla nascita
nella grotta al martirio sul Golgota. E voi... non sapete privarvi di
soddisfazioni lecite (... e fossero sempre lecite!...) per dimostrarmi il
vostro amore? Invece voi cercate in tutto la comodità del vostro piacere; avete
in orrore l'austerità della vita. In Paradiso non si va godendo del mondo e
delle sue massime, ma rinunziando a tutto ciò che il largo mondo approva.
E’ impossibile servire a due padroni, che non possono stare assieme in unica
bilancia. non volete saperne di mortificazione su questa terra, lo saprete
poi, quando raggiungerete la terribile purificazione del Purgatorio... se pur
scamperete al fuoco della Geenna! Se attualmente hanno pene nel Purgatorio
anime che sulla terra erano stimate sante, immaginate quali pene siano riservate
ai Sacerdoti per i completi soddisfacimenti dei sensi! La terra è un luogo di
prova, come fu per Adamo ed Eva. La terra è anche un esilio; è un albergo, ove
il viandante si ferma di passaggio dovendo camminare per raggiungere la sua
patria. Chi cammina con i piedi attaccati alla terra, non può dirsi vero
Cristiano e tanto meno mio Ministro. Questo è il distintivo dell'uomo che
passa: il rinnegamento di se stesso.
La
violazione del sesto Comandamento è un gran male; non cessa di essere tale,
anche quando tutto avvenga nel massimo segreto. Ma se l'incontinenza trabocca ed
avviene lo scandalo, il male raggiunge proporzioni incredibili. Guai a chi dà
scandalo! - esclamai lungo le vie di Palestina. Cosa dovrei dire a quel
Consacrato, dimentico della sua eccelsa dignità, che violando il sesto
Comandamento mi strappa anime senza numero? Dio d'innnita giustizia, nel giorno
del rendiconto come dovrei trattare il Consacrato scandaloso? Inesorabilmente
io caccerei da me e lo manderei nel fuoco eterno! - Inferno... fuoco eterno,
dice a se stesso l'incontinente, ma penso non ci sarà o almeno dubito e mi
auguro che non ci sia! - E tu, Sacerdote, che hai scrutato le Scritture, metti
in dubbio l'esistenza dell'inferno? Tu dici così per ingannate te stesso,
attutendo il rimorso, e per essere più libero di fare il male. Ma quantunque
tu neghi o metta in dubbio l'inferno,... l'inferno c'è ugualmente. Sono le
passioni sfrenate che ti tolgono la luce; è Satana che ti benda gli occhi. Se
ti fosse concesso di vedere per pochi istanti la sorte dei Consacrati infedeli
caduti nel luogo dei tormenti, rimarresti inorridito! Il 30
novembre 1968 mostrai l'inferno ad un'anima privilegiata, la quale
soffre e prega per salvare molte anime. Ascoltate, Sacerdoti caduti o
pericolanti, la triste narrazione!
«Le
anime avevano sembianze umane per essere riconosciute. I demoni erano inferociti
contro di me, perché in quel tempo avevo cooperato alla salvezza di molte anime
e mi dicevano: Per colpa tua, o maledetta, restano tanti posti vuoti in questo
abisso!
«I
Sacerdoti che vi si trovavano soffrivano pene orribili. Erano torturati, messi
come su legni accesi in forma di croce, per quante volte avevano loro messo in
Croce il Signore. La loro lingua e le loro mani impure e sacrileghe subivano
tremende torture. Erano di continuo trascinati non solo dai demoni, ma anche
dai dannati, che rinfacciavano la loro infedeltà, il loro tradimento fatto al
Signore per appagare il piacere della vita umana. Venivano dilaniati e
vituperati.
«Questi
Sacerdoti maledicevano la vita del mondo, tutte le attrattive umane, tutti i
piaceri goduti calpestando il voto di purezza e vivendo dimentichi di Dio.
«Erano
immersi in una grande oscurità tremenda; solo le fiamme del fuoco facevano un
po' di luce. Mandavano grida di disperazione, mentre i demoni si divertivano e
ridevano nel tormentarli e dicevano: Eravate scelti per padroneggiare noi,
puri spiriti; la vostra dignità superava quella della schiera angelica;
potevate strapparci tante anime; ed invece siete con noi! Vi abbiamo vinti!
Siete per sempre nei supplizi. Siete disonorati da tutto l'inferno. Ma quanto
sarà grande la vostra confusione nel giorno del Giudizio, quando apparirete
come tanti Giuda!... Ecco la vostra gloria di fronte a tutti coloro ai quali
sembravate agnelli, mentre eravate lupi rapaci! Ve ne sono tanti altri che nel
mondo seguono le vostre orme; avrete altri compagni!... Siete stati vinti,
non ve l'aspettavate l'inferno e ci siete piombati!».
Ho
permesso all'anima privilegiata questa visione, affinchè lei potesse scrivere
quanto ora avete udito. Il ricco Epulone non si aspettava l'inferno; eppure vi
fu sepolto.
Sono
Dio d'infinita Misericordia; non voglio la morte del peccatore, ma che si
converta e viva. Poiché il peccato contro la purezza indurisce il cuore, porta
al sacrilegio, alla perdita della Fede ed all'impenitenza finale, è questo il
peccato che i miei Sacerdoti devono maggiormente aborrire. Sacerdoti fedeli,
coltivatori della purezza, zelanti della mia gloria, voi che siete in discreto
numero nella mia Chiesa e formate la mia preziosa corona, abbiate pietà dei
vostri fratelli nel Sacerdozio! Sostenete i pericolanti; date la mano ai caduti!
A voi il caritatevole ed urgente compito. Un grande peccatore potrebbe divenire
un grande Santo; la storia della mia Chiesa è ricca di tali esempi. Ricordateli
ogni giorno nei momenti più preziosi della Celebrazione. Esortate i fedeli a
pregare e ad offrire sacrifici per loro. Dite ad essi la buona parola affinché
non si abbattano. Ricordate loro che io sono Gesù, il Salvatore per eccellenza,
che in ogni istante cancello ogni iniquità. Sono il Buon Pastore; sono il Padre
amoroso del figliuol prodigo! Vado con irrequietezza in giro per cercare la
pecorella smarrita, per abbracciarla e riportarla all'ovile. Il mio amore per le
anime è infinito, specialmente per le anime sacerdotali. L'abisso del mio amore
copre l'abisso di ogni iniquità. Se faccio sì forti lamenti per tanti Consacrati,
è perché li amo di amore di predilezione.
Comodità e superfluo.
Nacqui
in una povera grotta. Le mie tenere membra toccarono la paglia, mentre il più
povero dei poveri nel mondo nasce sempre in un giaciglio e viene sempre accolto
anticipatamente con attenzione. Il mondo non conosce più Gesù nato in una
mangiatoia, cioè nato nel vuoto di tutto ciò che sa di umano; quindi le anime
non mi posseggono, perchè non hanno più il cuore vuoto di tutto. Si ama di
fare più piacere agli occhi umani, anzichè piacere a me... e sempre sono
posposto alle cose futili della terra; per tal motivo sono poche, pochissime le
anime che mi lasciano libero accesso nei loro cuori per formarvi la mia
dimora. In quale contrasto si trovano le anime con la mia povertà! Non si
conosce più lo spirito di povertà; si aspira alla vita comoda, alla vita di
godimento e di lusso; si vuole apparire sempre migliori, onde nascondere la
vista di povertà. Si è formato nel mondo un vero caos per la povertà. E i
miei Sacerdoti amano tutti la povertà? E’ l'amore delle anime il movente
delle loro attività oppure la brama del denaro? O Ministri dell'Altare, non
mediterete mai abbastanza il mio detto: Le volpi hanno le loro tane, gli uccelli
il loro nido ed il Figlio dell'uomo non ha dove poggiare il capo! Cosa sarà
alla vostra dipartita da questo mondo del denaro accumulato? Vi accorgerete
che avete tesoreggiato per altri. Contentatevi del necessario nell'abitazione
e nelle suppellettili. Evitate il superfluo e non sprecate il denaro in svaghi
inutili ed in gite vuote di significato! Fatevi degli argini col mammona d'iniquità!
Date il superfluo ai bisognosi e sostenete le opere caritative! Il denaro
ammassato è per voi un grave pericolo spirituale, perché vi attaccate il
cuore e così date triste esempio ai fedeli, i quali amano vedere il Sacerdote
disinteressato a differenza degli altri uomini. Il denaro vi porta alle comodità,
a procurarvi tutti quei piaceri che comunemente si dicono leciti, leciti perché
non sono evidentemente cattivi, ma, che tuttavia non sempre sono immuni da
colpa, sia per l'abuso e sia per l'attaccamento esagerato. Quante venialità, di
cui dar conto alla Divina Giustizia! Dove sconteranno i miei Sacerdoti tutte
queste miserie morali?... C'è il Purgatorio, che è forte riparazione per
tutti, ma in particolar modo per i Consacrati. Nella vostra predicazione avete
trattato il tema del Purgatorio, descrivendo a vivi colori le pene delle anime
che si purificano nell'oltre tomba. Per quanto abbiate detto, avete detto
poco, perché del Purgatorio possono parlarne convenientemente soltanto coloro
che vi stanno dentro. Ma non pensate, Voi Sacerdoti, specialmente voi più
rilassati, non pensate che il Purgatorio è fatto particolarmente per voi? Lì
dovrà purificarvi la Divina Giustizia, prima di essere ammessi alla mia gloria.
Poco amore di Dio, poca delicatezza di coscienza, appagamento del cuore e dei
sensi, specie della gola, curiosità un po' malsane, tempo sprecato, perché non
utilizzato per la gloria di Dio, freddezza col prossimo, indifferenza dei
bisogni altrui... tutto viene vagliato dalla Divina Giustizia nell'ora del
rendiconto finale e tutto bisogna soddisfare. I servi prudenti sono quei
Sacerdoti che odiano la grossolanità nella vita spirituale. Scrupolo no; ma
delicatezza si!
Ciò
che perisce è nulla; la materia giova solo per il tempo; è l'anima umana che
vale, perchè durerà in eterno. La dimora sulla terra non avrebbe significato
se le anime non fossero immortali. Ah, le anime!... Proprio le anime mi
portarono sulla terra. Per amore di esse soffrii tanto quaggiù e per loro amore
spirai sulla Croce, tutto martirizzato dalla testa ai piedi, da sembrare un
lebbroso. Lividure, piaghe e Sangue per tutto il corpo e tutto questo per amore
delle anime. Il mio ideale è stato e sarà sempre la salvezza delle anime.
Quale altro compito hanno tutti i miei Sacerdoti? Salvarsi e salvare! Innanzi
tutto si deve salvare l'anima propria, affare unico, strettamente personale;
poi si deve lavorare per salvare i fratelli. La parabola dei talenti dovrebbe
far riflettere i Sacerdoti neghittosi, poiché il servo pigro fu gettato nelle
tenebre esteriori, ov'è pianto e stridore di denti. Perchè vi ho scelto fra
innumerevoli creature e vi ho rivestiti della Dignità Sacerdotale? Forse per
godere di più nella vita e per darvi al bel tempo?... Perché vi sono dati gli
anni di vita, se non per trafficare i talenti ricevuti? Quale guadagno deve
stare in cima ai vostri pensieri, se non il gran numero di anime da
salvare?... Qual è il frutto del vostro Ministero, se non mi presentate di
continuo anime? Certi Sacerdoti sono troppo miseri, preoccupati solo di non
cadere nella colpa grave; quando riescono a stare un po' in equilibrio per non
cadere, credono poter stare tranquilli in coscienza. Errore grande! Il primo
passo, passo di base, è di certo evitare il grave peccato. Ma questo, non basta
a nessuno, particolarmente ai Sacerdoti, i quali devono essere apostoli, sale e
luce della terra. Più che preoccuparsi del male da fuggire, devono preoccuparsi
del bene da fare. Tralasciare il bene, quando se ne ha il dovere come Ministri
di Dio, quando se ne ha il tempo e le circostanze lo permettono, è un peccato
di omissione. Quante anime da istruire, da consigliare, da confortare! Quante
persone cercano il Confessore! Quanti ammalati da visitare e moribondi da
assistere! Quanti bambini da accudire per disporli alla Comunione! Quanti centri
di lavoro da visitare per mettersi a contatto con schiere di operai dimentichi
di Dio! Quanto lavoro davanti ad ogni Sacerdote! E mentre i bisogni delle anime
sono tanti ed impellenti, dove sono e cosa fanno i miei Sacerdoti?... Come
occupano il tempo?... Delle ore davanti al televisore, viaggi di piacere,
passatempi, visite pericolose... prolungate... E le anime? ... Sono lì che
aspettano chi spezzi loro il pane e non lo trovano! Lavorate, o Sacerdoti!
Utilizzate il tempo! Lavorano più i nemici della mia Chiesa, anziché tanti
Sacerdoti, i quali hanno Fede languida, amore tiepido e talvolta apatia totale.
E’ tempo di svegliarsi e di rinnovarsi nello spirito! Sacerdoti, così si
serve un Dio, il Sommo Padrone che vi ha dato i suoi talenti?... Ad ogni
Sacerdote ho dato dei talenti, a chi uno, a chi due, a chi cinque. A chi più è
stato dato, più sarà domandato. Ho Sacerdoti ardenti di carità, assetati di
anime; per loro tutto è nulla o ben poca cosa; per loro ciò che conta è la
salvezza delle anime, moltissime anime. Ma se nel mondo ho migliaia di Sacerdoti
zelanti, perché non possono essere tali le altre decine di migliaia? Meditate
tutti sulla sorte toccata al servo pigro, che non fece fruttare il talento del
padrone! Nel giorno dell'universale rendiconto, quando i Sacerdoti pigri
vedranno tante anime dannate per loro indolenza, comprenderanno il gran male
fatto a loro stessi ed ai fratelli, sottraendo la gloria di Dio. Si rimedi
mentre se ne ha il tempo!
I
Sacerdoti esemplari, molto attivi, diventano calamite per le anime pie, attirano
i peccatori induriti e spargono ovunque il buon seme. Il segreto del loro
Ministero fruttuoso è la vita interiore, cioè lo spirito di pietà, che dà
loro luce, forza e gioia. E perché altri sono infruttuosi? Trascurano la vita
interiore e quindi il loro spirito è intisichito; sono poveri ammalati
spirituali, inutili a sè ed agli altri. Beato quel Consacrato, che sa vivere in
dolce intimità con me, cuore a cuore con me, per sentire quanto io ami le
anime! I Sacerdoti intimi sono la mia dolce dimora, la mia consolazione, la
mia gioia. Da quante amarezze viene abbeverato questo mio Cuore nel vedermi
tanto trascurato dai miei Sacerdoti! Pensare a me con frequenza; agire sotto il
mio sguardo con amore e serenità; fare tutto con retta intenzione; non dare
al mio nemico Satana neppure un atomo d'incenso; evitare le piccole infedeltà
volontarie; approfittare
delle buone occasioni che presento per portarmi anime; tenermi
nel centro del cuore; intrattenersi senza fretta davanti al mio
Tabernacolo; ravvivare spesso la Fede, vedendo me nel prossimo; richiamare il
pensiero dell'eternità... tutto questo è il grande segreto della vita
interiore, la quale porta al fervore, infiamma sempre più e fa giungere ad alto
grado di perfezione.
La
Chiesa ogni anno festeggia la mia Regalità «Cristo Re». Ma questa festa
conferma veramente la mia Regalità nelle anime ed in particolare nei
Consacrati?... Sono invece un Re dolorante, spasimante, mendicante, posposto,
rimandato come lo fui allora da Pilato ad... ed infine condannato! La mia
risposta al Pretore Romano: Il mio Regno non è di questo mondo! - oltre ad
indicare che il mio Regno è spirituale, aveva altro significato; alludeva ed
accludeva il tempo futuro, tempo quando il mondo insano avrebbe cercato di calpestare,
distruggere, violare la Sovranità di Cristo nelle anime. Voi, o Sacerdoti,
siete i miei Ministri! Voi dovete sacrificarvi per farmi regnare nelle anime; ma
prima fatemi regnare in voi! Datemi il primo posto regale, nella vostra mente e
nel vostro cuore! Distruggete nel vostro intimo ogni idolo, che rallenta il
vostro amore per me e vi tormenta lo spirito! Fatemi regnare in voi ed avrete la
pace del cuore, quella vera pace che nessuno può darvi fuori di me! Io sono il
Re Pacifico! Solo allora il Sacerdote è Sacerdote, quando in lui regna ed opera
il Re dell'amore e della pace. Nella confusione delle opinioni religiose,
nella poca sottomissione al mio Vicario, nel capovolgimento della mia dottrina
evangelica, non dimenticate, o Sacerdoti, che è Satana che si agita per regnare
sempre più al presente, nel mondo e nella mia Chiesa, ed è doloroso il
dirlo: i ministri di Satana sono proprio certi Sacerdoti innovatori. Satana è
il principe della menzogna, della discordia e del disordine. Infelici quelli che
stanno al suo servizio! Non danno pace alle anime, turbandone le coscienze con
novità malsane e non hanno pace loro. Dio è Ordine e Pace; Satana è disordine
ed infelicità.
Quante
amarezze aveva procurato al mio Cuore Divino quella giovane donna con i suoi
scandali! Ma un giorno l'infelice aprì gli occhi, rientrò in se stessa e poi
corse ai miei piedi. Non mi disse parola, solo pianse. Erano lacrime di
pentimento e di amore. In un istante cancellai in quella donna una vita di
peccato, le diedi la mia grazia, dimenticai tutto; non le rinfacciai nulla del
suo passato; divenne la mia prediletta. Sacerdoti, caduti o rallentati nel mio
amore, venite a me come Maria di Magdala! Dimenticherò tutto, vi darò grazie
di predilezione, vi trasformerò come trasformai Agostino!... Chi ha orecchie
per intendere, intenda.